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“Giulia Gabrieli, una ragazza come le altre per credere nei miracoli”

Il 19 agosto del 2011, Giulia ci ha lasciato, ma la sua serenità e il suo vissuto rimarranno per sempre nei cuori di chi l’ha conosciuta

Giulia Gabrieli era una ragazza come le altre: sorridente, genuina, amava la scrittura, lo shopping, ma soprattutto amava la vita.

Neanche il sarcoma individuato al braccio sinistro a 12 anni le ha impedito di continuare a vivere, creando un’empatia che ha davvero contagiato tutti, persino i suoi medici che per più di 2 anni l’hanno seguita, curata e trattata come una figlia. La sua galoppante fantasia le ha permesso di sviluppare un vero e proprio talento per la scrittura, tanto da vincere per ben 2 volte un concorso letterario.

Per questo motivo, Giulia ha sempre descritto la sua malattia come un’avventura, dove la paura doveva essere stigmatizzata, perché come diceva lei: “Se gli altri ci stanno vicino, ci vengono accanto, ci mettono una mano sulla spalla e ci dicono “Dai che ce la fai!”, è quello che ci dà la forza di andare avanti”.

Giulia ha sempre sdrammatizzato la sua situazione, e questo spesso ha messo in difficoltà i suoi medici, che lei affettuosamente chiamava “supereroi”.

Ci sono stati anche momenti bui, comprensibili dopotutto, ed è stato proprio in questi momenti di solitudine e sconforto che ha riscoperto la fede in Dio e un attaccamento alla vita davvero esemplare. Nonostante la sua straordinaria forza, rimaneva una normale ragazza delle medie che voleva continuare ad imparare. Trovando non si sa come le energie, decise di sostenere l’esame di terza media.

E fu così che il salotto di casa sua si trasformò nell’aula dove la commissione dei suoi insegnanti ascoltarono lessero il suo magistrale tema di italiano sui soldati al fronte e ascoltarono la sua mezz’ora abbondante di esposizione della tesina sugli orrori della guerra, con l’aggiunta di una precisissima analisi artistica sul Guernica di Picasso. Il 10 e lode non fu altro che diretta conseguenza di esame che tutti i suoi i suoi coetanei ancora oggi sognano di poter realizzare.

Giulia ha profondamente cambiato le vite di chi ha trascorso gli ultimi anni della sua vita, compresa la migliore amica Chiara, sempre al suo fianco. Per questo motivo è nata nella testa di mamma Sara e papà Antonio di creare un video-testimonianza, affinché Giulia potesse dare un po’ di gioia e speranza a chi vive nella malattia, e ricreare quell’empatia a chiunque ascoltasse la sua storia.

Il 19 agosto del 2011, Giulia ci ha lasciato, ma la sua serenità e il suo vissuto rimarranno per sempre nei cuori di chi l’ha conosciuta. Lei amava molto la musica, e la canzone che più la tirava su di morale era “strada facendo” di Baglioni nella versione cantata da Laura Pausini: “Strada facendo vedrai che non sei più da solo… mi trasmette proprio un grande slancio: dai che ce la fai! Strada facendo troverai anche tu un gancio in mezzo al cielo… Sì, mi dà leggerezza, una grande speranza”. Musica e parole che poi hanno dato vita al suo libro “ Un gancio in mezzo al cielo”, dove si racconta la storia di una ragazza normale che è riuscita a creare intorno a sé qualcosa di miracoloso.

Lei ai miracoli ci credeva, e forse conoscendo da più vicino Giulia, anche il più scettico si sarà ricreduto.

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