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Lo shock della collega che ha trovato Monica incastrata con la sciarpa in un macchinario - BergamoNews
Cazzano sant'andrea

Lo shock della collega che ha trovato Monica incastrata con la sciarpa in un macchinario

A trovarla priva di coscienza e a lanciare l'allarme, verso le 10.30 di martedì 26 marzo, è stata una collega del Tappetificio Radici a Cazzano Sant'Andrea.

Il rumore dei macchinari non ha certo aiutato, forse Monica Cavagnis, operaia di 50 anni aveva tentato di lanciare un segnale quando ha visto che la sciarpa che portava al collo si era impigliata nei cilindri di un macchinario per la fabbricazione di tessuti per tappeti. A trovarla priva di coscienza e a lanciare l’allarme, verso le 10.30 di martedì 26 marzo, è stata una collega del Tappetificio Radici a Cazzano Sant’Andrea. Non ci sarebbero altri testimoni diretti, ma da una prima ricostruzione sembra che Monica sia salita su una scala per controllare da vicino il tessuto e, nell’avvicinarsi ai cilindri in movimento, pare che la sciarpa si sia impigliata, soffocandola.

L’allarme purtroppo è servito a poco, Monica Cavagnis era già in arresto cardiaco. Sul posto sono giunte due ambulanze e un elicottero del 118. I medici e gli infermieri intervenuti non sono però riusciti a salvarle la vita. Monica lavorava al tappetificio da 5 anni ed è morta dentro l’azienda. Nello stabilimento di Cazzano Sant’Andrea sono anche arrivati il marito di Monica e i suoi due figli: Mirea di 23 anni e Manolo Moretti, 18 anni. Quest’ultimo è molto conosciuto in quanto è una promessa dell’Enduro e, proprio nel corso del fine settimana tra sabato 23 e domenica 24 marzo, aveva debuttato con la KTM nel campionato mondiale di Enduro in Germania.

Monica ha abitato per molti anni a Vertova, in Val Seriana, e da qualche anno si era trasferita nel vicino paese di Gazzaniga.

Nell’azienda tessile lavorano circa 140 persone. Con loro, giovedì, si incontreranno in assemblea i sindacati di categoria Filcem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil di Bergamo. Si deciderà in quella sede se intraprendere eventuali azioni di protesta. Intanto, mercoledì 27 marzo dalle 9, i sindacati, che hanno chiesto subito un confronto, incontreranno i rappresentanti dell’azienda.

“È una tragedia, siamo vicini alla famiglia dell’operaia, a cui porgiamo le più addolorate condoglianze” hanno commentato Enio Cornelli di FILCTEM-CGIL, Milena Occioni di FEMCA-CISL e Luigi Zambellini di UILTEC-UIL di Bergamo. “Ora aspettiamo di capire cosa sia accaduto, se la lavoratrice si sia chinata per un malore o per l’espletamento di una mansione lavorativa. Ma vogliamo anche sapere se il macchinario su cui stava operando fosse dotato di tutte le misure di protezione, schermatura e sicurezza necessarie. Certo è che questo nuovo infortunio mortale si inserisce in un quadro già drammatico di morti sul lavoro e di infortuni che si ripetono a ritmi allarmati in tutti i settori lavorativi della nostra provincia”.

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