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Liceo Federici e il concorso di poesia per studenti: “Diamo spazio alla bellezza”

È diventata ormai tradizione di qualche anno a questa parte spedire l’invito agli studenti delle scuole medie e superiori della provincia intera per partecipare ad un concorso di poesia, mentre agli interni è data la possibilità anche della prosa

Dalla lettura di un pezzo di vera poesia, in versi o in prosa, si può dir quello che di un sorriso diceva lo Sterne; che essa aggiunge un filo alla tela brevissima della nostra vita.

(Zibaldone, 1 Febbraio 1829)

Si torna sempre dove si è stati bene, dicono. Ci si torna in diverse vesti, con diversi ruoli, e con la consapevolezza che quel posto dove si è sempre andati malvolentieri, ha poi lasciato un segno importante nel fardello della vita di ogni giorno, anche a distanza di tempo. Non mi fraintendano i più giovani che ancora frequentano il liceo, o qualunque altro istituto superiore; ciò che alla maggior parte di voi oggi pesa, pesava anche a me; ma se oggi sono qui a raccontarvelo, significa che anzitutto, si sopravvive; e non è cosa da poco. In secondo luogo, usciti da scuola ed entrati in un mondo più ampio, inizierete a vederla da più lontano. E, come avrete studiato, man mano ci si allontana, si allarga la prospettiva.

Vi accorgerete che ciò che apprendete ogni giorno, le persone che conoscete (che non sono soltanto i vostri compagni, gli insegnanti e i bidelli, ma anche gli artisti, i filosofi, i matematici e i poeti) vi lasceranno degli strumenti che sarete in grado di tirar fuori nel momento del bisogno. E vi faranno da paracadute e da pneumatico di scorta.

Incontrate ogni giorno delle storie perché vi vengono raccontate e, così facendo, sopravvivono al tempo. E, saprete meglio di me che funziona così da quando sono leggibili nero su bianco. Anche voi siete storie da raccontare, atomi che casualmente si sono incontrati per cambiare, chi più chi meno, lo svolgersi delle giornate su questo pianeta.

Siete e avete storie da raccontare e lo fate in modi diversi: chi vomita tutto sulla carta e poi la chiude in un cassetto, chi passa ore al telefono con l’amico fidato, chi manda interminabili messaggi vocali su Whatsapp perché pensa di non aver niente da dire e invece tutt’altro, che mannaggia a voi fatela una telefonata… e poi ancora c’è chi deve farlo davanti ad un gelato o un’aranciata, a chi bastano tre parole per messaggio e si è già capito tutto.

E infine c’è chi ha bisogno di dare sfogo alla fantasia e di aprirsi e nascondersi allo stesso tempo dietro altri personaggi inventati per far vivere loro quello che vorremmo e mettere sulle loro bocche le proprie parole, e lo fanno inventando lunghi racconti, rielaborando i propri in pochi, ma intensi, versi.

Qualcuno, al Liceo Federici di Trescore, ha deciso di dare ascolto alla bellezza delle storie che nascono chiedendovi di mettervi in gioco e di porre la vostra energia in una penna per raccontarvi, per dire al mondo ciò che pensate, affinché il vostro pensiero non sia ristretto ad una scuola soltanto, ma diffuso nei cassetti, nei diari e nei quaderni di ognuno.

È diventata ormai tradizione di qualche anno a questa parte spedire l’invito agli studenti delle scuole medie e superiori della provincia intera per partecipare ad un concorso di poesia, mentre agli interni è data la possibilità anche della prosa.

Tutti questi testi vengono poi valutati da una giuria tecnica, costituita dalla commissione poesia del Federici, organizzatori del tutto, e da varie altre (divise per ambiti, a seconda delle sezioni di poesia e prosa, di interni ed esterni) composte semplicemente di persone che sono appassionate alla bellezza che da questi trapela; vengono poi raccolti i testi finalisti e premiati in un libretto lasciato ad ogni partecipante e ogni membro di queste giurie in una serata finale di premiazione, in cui tutti questi intrecci di parole possano finalmente essere associati ad un volto ed un nome; tutti gli scritti saranno comunque disponibili in pubblicazione online.

Sarà la sera di mercoledì 10 aprile, verso le 20:45 che sceglieremo di attivare le notifiche sui risultati dei quarti di finale di Champions, ma di concentrarci, per qualche ora, su altro. E chi di voi lo vorrà, può considerarsi invitato. Per sopravvivere al tempo e per aggiungere, come diceva lo Sterne, un filo alla tela brevissima della nostra vita.

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