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Gianpaolo Bellini compie 39 anni e si prepara alla sua nuova vita: “Studio da allenatore”

All'Atalanta da quando aveva 8 anni, lo storico capitano è ancora nerazzurro: "È bello poter dare il mio contributo"

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“Gianpaolo Bellini è il simbolo della bergamaschità. Sono stato fortunato ad avere un ragazzo come lui”. Così parlò Lino Mutti, l’allenatore che vent’anni fa (11 aprile 1999, Atalanta-Verona 3-2), al 26′ del secondo tempo fece entrare in campo il Bello. Da lì, una lunghissima cavalcata di 435 partite (e 12 gol), di cui 281 in Serie A, primato assoluto nella storia dell’Atalanta come Stefano Angeleri.

Aggiunge Mutti: “Bellini ha dimostrato poi anche le sue qualità umane, da capitano e uomo spogliatoio: un esempio per tanti ragazzi che vogliono giocare a calcio”.

Su quella panchina, vent’anni fa, c’era anche Daniele Fortunato, allora secondo di Lino Mutti. È lui che chiama un incredulo Bellini a sostituire Zanini. E Fortunato: “Non ricordavo quell’episodio, però Bellini è il classico giocatore che tutti gli allenatori vorrebbero avere. Ha sempre garantito la continuità, la prestazione: lui difficilmente sbagliava una partita. E poi le sue qualità umane: ragazzo a posto, serio, grande professionista, ha dimostrato anche come capitano di essere un vero punto di riferimento”.

Gianpaolo Bellini ricordava l’importanza dei bravi maestri, lui cresciuto dagli Allievi alla Primavera dell’Atalanta con Vavassori, che ha poi ritrovato in prima squadra: “Un insegnante di calcio, il Vava, specie dal punto di vista tattico, aspetto che dai 15 anni in su comincia a diventare fondamentale”.

Poi Gianpaolo, il capitano, è diventato anche la Bandiera e non è mai andato via dall’Atalanta, arrivato a 8 anni dai Pulcini del Sarnico e fino a 36 in campo con la la maglia nerazzurra. Eppure, ricordava ancora il Bello, Colantuono lo voleva portare al Palermo, “mi voleva Ranieri alla Roma, perché mi aveva sempre stimato. Ma non furono necessarie pressioni esterne per rimanere a Bergamo: dopo una retrocessione, non potevo scappare”.

Ora dal campo alla panchina, come viceallenatore della Primavera, nei suoi primi quarant’anni… “Calma, sono ancora ai trenta”, precisa. “L’ambiente è piacevole, è bello cercare di dare il proprio contributo e… sì, si può dire che sto studiando da allenatore”.

Tanti auguri Gianpaolo, per i tuoi 39 anni.

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