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"Vecchie e nuove povertà", a Curno incontro sulle fragilità sociali - BergamoNews
Caritas

“Vecchie e nuove povertà”, a Curno incontro sulle fragilità sociali

L'appuntamento è giovedì 28 marzo alla sala consiliare di Curno.

“Vecchie e nuove povertà a Curno”. Questo il tema al centro di un incontro che si terrà giovedì 28 marzo dalle 20.30 alle 22.30 alla sala consiliare di Curno.

L’iniziativa è organizzata dal centro di primo ascolto e coinvolgimento della Caritas parrocchiale e dai servizi alla persona del Comune di Curno.

Alle 20.30 intervengono Luisa Gamba, sindaco di Curno e don Dario del Prato, vicario parrocchiale; alle 20.45 Claudia Innocenti (CPAeC Caritas parrocchiale), Ivana Rota (assessore ai servizi alla persona del Comune di Curno) e Fabrizio Totis (operatore della Cooperativa Pugno Aperto); alle 21.15 don Roberto Trussardi, direttore Caritas Diocesana e alle 21.45 interventi liberi.

Modera Davide Agazzi, giornalista di Bergamonews.

Nell’illustrare l’incontro, gli organizzatori spiegano: “Nel nostro paese ci sono tante oasi di generatività, associazioni, gruppi che si spendono per il bene della comunità. Tutti insieme possiamo affrontare la sfida di iniziare un percorso di riflessione, condivisione e di connessione per diventare antenne sul territorio e moltiplicatori di opportunità”.

Al centro dell’attenzione ci sono le criticità sociali. “Sono le fragilità le vere povertà – evidenziano gli organizzatori – e sono motivo di vera preoccupazione: lavoro a basso reddito per cui affitto, pagamento bollette, rette scuola materna diventano problemi insormontabili; solitudine persone anziane con pensioni minime; stati di debolezza psichica o psichiatrica; dipendenze di varia natura (alcool, gioco, sostanze stupefacenti e, non ultimo, dipendenza dai social); persone separate con effetti devastanti su stili di vita e squilibri emotivi e relazionali; lavoro instabile o sommerso e questione abitativa conseguente; culture diverse che fanno ancora fatica a riconoscere il ruolo della donna e negano possibilità di vera integrazione per sé e per le figlie. E ancora: quante persone con fragilità non chiedono aiuto a nessuno? Come possiamo intercettarle e aiutarle?”.

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