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Claudia Cretti, la mamma ricorda: "Non ebbi il coraggio di chiedere come stesse" - BergamoNews
Il racconto

Claudia Cretti, la mamma ricorda: “Non ebbi il coraggio di chiedere come stesse” video

Una chiamata dopo l'incidente al Giro Rosa del 2017 ha gettato nello sconforto i genitori della 22enne di Costa Volpino: "Ci sono voluti alcuni mesi prima di comprendere realmente i rischi che aveva corso, ma ciò che importa è che lei sia tornata a parlare, camminare e anche pedalare".

“Claudia è caduta, è meglio se venite subito”: sono bastati pochi attimi e una manciata di parole per capire che qualcosa non andava, che più di un normale infortunio in gara si trattava di un terribile incidente.

Quella frase, pronunciata nel primo pomeriggio del 6 luglio 2017, ha cambiato la vita dei familiari di Claudia Cretti, la giovane ciclista del team Valcar-Pbm che durante la settima tappa del Giro Rosa 2017 rischiò di perdere la vita per una scivolata sulla discesa della “Zingara Morta” e ancora oggi, a quasi due anni di distanza, è ancora ben impressa nella memoria di mamma Laura Bianchi. 

“La caduta – spiega – avvenne verso le 14 e dopo circa un’ora giunse la telefonata del presidente della squadra che mi avvertiva di quanto successo e che era quindi necessario contattare il direttore sportivo. Non appena l’ho sentito, quest’ultimo mi ha comunicato che Claudia si era infortunata e che era meglio andare sul posto. Non ho avuto modo di avere altre informazioni e nemmeno ho avuto il coraggio di chiedere altro”.

La paura che la figlia non ce la possa fare è molta, è quasi una certezza, eppure nel momento più difficile saranno ancora poche parole a cambiare la situazione, a riaccendere la speranza: “Siamo partiti subito per Benevento e poco dopo Martina Alzini mi ha inviato l’articolo di Bergamonews all’interno del quale si sottolineava come Claudia fosse in gravi condizioni, ma come al tempo stesso fosse ancora viva – aggiunge Laura -. Quando siamo arrivati all’ospedale ho visto Claudia attaccata alle macchine, tuttavia, nonostante la caduta, era bellissima, non aveva un graffio”.

Da quel tragico incidente lungo la discesa della “Zingara Morta” sono passati ormai 21 mesi: dopo un lungo percorso che l’ha vista affrontare tre settimane di coma farmacologico e mesi di riabilitazione, Claudia è tornata ad allenarsi e a seguire la propria passione, anche grazie alla sua tenacia e al prezioso aiuto di familiari e amici.

Nei prossimi giorni i genitori della giovane ciclista orobica potranno tornare lungo le strade a tifare per le imprese della propria figlia, tuttavia non potranno mai dimenticare i tragici istanti di quel pomeriggio di luglio: “Ogni volta che transito per le gallerie che portano a Brescia, ripercorro sempre con la mente quel percorso verso Benevento – conclude Laura Bianchi -. Ci sono voluti alcuni mesi prima di comprendere realmente i rischi che Claudia aveva corso, ma ora posso esser felice perché ciò che importa è che lei sia tornata a parlare, a camminare e anche a pedalare”.

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