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“È stato bellissimo” così Dave Douglas saluta il Bergamo Jazz foto

Tra i momenti da portare nel cuore, la serata dedicata a Gianluigi Trovesi è sicuramente al primo posto: il sassofonista originario di Nembro ha portato con sé sul palco 70 anni di carriera musicale e grandi ospiti.

“Grazie per questa opportunità. È stato bellissimo”. Che David Douglas sia un uomo speciale, ne abbiamo avuto conferma in quattro anni di direzione del Bergamo Jazz Festival. Quello del 2019, dal 21 al 24 marzo, è stato l’ultimo sotto la guida del trombettista americano che quest’anno ha voluto regalare un messaggio implicito: “ritorniamo alle origini, ripartiamo da dove tutto è iniziato”.

Ecco che la musica africana è giunta dirompente in terra orobica, contagiandola di colori e ritmi che non conosciamo benissimo. Archie Shepp, Terence Blanchard, David Murray, Dobet Gnahoré, regina indiscussa di questo festival, e Manu Dibango, che ha chiuso in bellezza il ciclo di incontri al Teatro Creberg.
Ogni sera più di mille biglietti venduti, per un totale di 559 abbonamenti e 4617 presenze, con appassionati provenienti anche da oltre confine.

Tra i momenti da portare nel cuore, la serata dedicata a Gianluigi Trovesi è sicuramente al primo posto: il sassofonista originario di Nembro ha portato con sé sul palco 70 anni di carriera musicale e grandi ospiti. Un sold out più che meritato.

Dire jazz è dire libertà, sperimentazione: chi meglio dei Quintorigo per dare concretezza a tutto questo? Una presenza più che gradita al teatro Sociale di Bergamo.

Non possiamo dimenticarci di tutti i concerti sparsi qua e là in città: è proprio nei pub che abbiamo potuto assaporare gli astri nascenti del jazz italiano e non. Molte volte è nei piccoli palchi, anche in piena notte, che possiamo godere di live indimenticabili.

Dave Douglas ha fatto del suo meglio in questi quattro anni, ci auguro che questo non sia un addio, ma un arrivederci alle prossime edizioni.
Ora che il testimone è passato alla talentuosa Maria Pia De Vito, ci auguriamo un ritorno di Douglas da musicista. Staremo a vedere.

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