BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Maria Grazia Cucinotta a Lovere: “Sul palco mi emoziono come una teenager”

L'attrice, da sempre icona di bellezza, sarà in scena al teatro Crystal sabato 23 e domenica 24 marzo con lo spettacolo "Figlie di Eva". L'abbiamo intervistata parlando di questa esibizione, della sua carriera e della condizione femminile in Italia.

Più informazioni su

Maria Grazia Cucinotta arriva a Lovere. L’attrice, da sempre icona di bellezza, sarà in scena al teatro Crystal con lo spettacolo “Figlie di Eva“, che verrà proposto sabato 23 marzo alle 20.45 e domenica 24 marzo alle 16.

Accanto a lei sul palco ci saranno Vittoria Belvedere, Michela Andreozzi e Marco Zingaro, diretti da Massimiliano Vado. Un’esibizione divertente capace anche di far riflettere sulle donne nella nostra società. L’abbiamo intervistata per saperne di più e avere le sue impressioni sulla condizione femminile oggi.

È alla sua prima esperienza teatrale. Come sta andando?

All’inizio è stato faticoso perchè avevo la fobia del palcoscenico: pensavo che non ce l’avrei potuta fare, poi mi sono resa conto che la paura può essere anche qualcosa di positivo, fa parte di quelle emozioni che forse pensavo di aver perduto con gli anni e l’esperienza, invece ti fa capire che hai ancora tanto da imparare, quindi fa anche bene e ti riporta con i piedi per terra. A teatro c’è il contatto diretto con il pubblico, misuri le emozioni a seconda delle sue reazioni, mentre al cinema e in tv è tutto diverso: mi sono rimessa in gioco e ho ricominciato da zero.

In che senso?

In 32 anni di carriera ho fatto tanta esperienza, ma il modo di recitare al cinema è completamente differente: non è vero che chi ha recitato sul grande schermo automaticamente può esibirsi a teatro e viceversa, puoi farlo ma devi imparare un’altra tecnica che a me mancava.

E preferisce il cinema o il teatro?

Il cinema resta la mia passione, il mio primo amore, mentre il teatro è un mondo che sto scoprendo ora: lo amo e mi piace molto far parte di un bel gruppo. Devo ringraziare le persone con cui sto lavorando, in primis Michela Andreozzi che, oltre a essere un’attrice in scena è una delle sceneggiatrici e mi ha coinvolto in questa avventura. Senza di lei forse non avrei mai accettato di farlo perchè non me la sentivo: tante altre volte mi avevano chiamata ma avevo rifiutato mentre con lei mi sembrava di essere tutelata. Inoltre ringrazio Vittoria Belvedere e Marco Zingaro, perchè con loro e con Michela Andreozzi, mi sento sicura: lavoriamo bene insieme, siamo un gruppo molto affiatato e ci divertiamo anche. Lo spettacolo è prodotto da Maria Bideri, ex attrice che ha già portato a teatro la prima volta Vittoria Belvedere, mentre il regista, Max Vado, che è stato attore, aiuta a colmare le lacune nella recitazione di chi è in scena.

È normale che vi siano paure quando si vive un’esperienza nuova

Non mi vergogno a dire che le prime due serate in cui abbiamo portato in scena lo spettacolo tremavo come una foglia. A cinquant’anni può essere un po’ imbarazzante, ma è stato divertente essere incoraggiata e rassicurata da mia figlia 17enne: mi sono sentita ancora una teenager.

Che emozioni ha provato?

Inizialmente pensavo di morire, temevo di dimenticare tutto, di avere un black out totale, di svenire e non respirare. Ogni volta che sei sul set di un cinema o sul palco di un teatro provi tante emozioni e questa paura. In quei momenti ti passa la vita davanti e temi di fare una figuraccia: quando non hai niente da perdere e sei agli inizi puoi anche permetterti di sbagliare, mentre alla mia età ti dai in pasto alle iene per massacrarti.

Riconoscendo i suoi timori conferma che è una persona autentica

Sì, e ne sono fiera. Non ho mai voluto cambiare. Tanti miei agenti avrebbero voluto che facessi maggiormente la star, ma io dico sempre che il mio essere popolare deve servire a chi ne ha bisogno, a divertirmi sì, perchè è bello vivere la realtà delle paillettes e del red carpet, ma è importante condividere la propria popolarità con le persone in modo che diventi la voce di chi non ce l’ha.

Figlie di Eva

Tornando allo spettacolo, che ruolo interpreta in “Figlie di Eva”?

Sono Vicky, la moglie del protagonista. È una persona completamente diversa dalla mia: ho sempre avuto ruoli drammatici, invece qui vesto i panni di una svampita che non ha mai usato il cervello perchè non ha mai dovuto utilizzarlo, perchè è nata ed è cresciuta ricca e non ha mai avuto nessun tipo di problema.

La trama affronta anche il tema della solidarietà al femminile

Tra le risate in questo spettacolo si dicono anche tante verità. Il messaggio più forte è che l’unione fa sì che quel sesso che viene considerato debole diventi potentissimo. Noi donne se ci uniamo possiamo essere invincibili, l’unica pecca è che non sappiamo lavorare in gruppo, siamo molto rivali e individualiste tra noi e questo ci rende spesso deboli. Una volta unite, però, siamo forti perchè abbiamo la forza della vita.

Come è la condizione della donna oggi in Italia?

Le problematiche che ci sono a livello di mentalità sono un cancro, una malattia. Bisogna educare i nostri figli ad avere rispetto per le donne e più in generale per tutti: c’è un problema a livello di rapporti con gli altri, pensiamo alla violenza sulle donne, al fatto che ci siano uomini violenti e donne disposte a tutto pur di rovinare una persona, ma non dimentichiamo il bullismo e le prevaricazioni. Spesso, poi, le persone vengono usate: chi arriva al potere pensa solo a se stesso e al proprio benessere dimenticandosi degli altri e penso che utilizzare le persone per raggiungere un suo scopo è come se commettesse un omicidio.

E nel mondo dello spettacolo ci sono molte rivalità?

Ci sono ovunque, è insito dentro di noi. Bisogna rieducare la mentalità cominciando dai bambini, far vedere loro le diversità e non puntare mai il dito perchè questo equivale a sparare un proiettile.

Essere bella è un vantaggio oppure no?

Non ci ho mai fatto caso, anche se sono sempre stata fotogenica. A inizio carriera questo è un vantaggio perchè è più facile che ti ingaggino, poi però risulti ingombrante, per esempio io ho un fisico forte e questo aspetto mi ha penalizzata nel fare i piccoli ruoli: nessuno mi voleva perchè ero troppo presente, però tutto sta nell’intelligenza delle persone. Pensiamo a Charlize Theron, una delle donne più belle che abbia visto, che interpreta ruoli di tutti i generi. Si ritorna, così, alla mentalità e non bisogna mai lasciarsi condizionare dai pregiudizi.

Lei li ha vissuti?

Si, per esempio quando alcune donne ti guardano è come se ti facessero la tac: l’altra sera mentre stavamo salutando al termine di uno spettacolo una signora si è allontanata e, non accorgendosi che vicino a lei, c’era mio marito ha detto “sono belle ma sono tutte rifatte”, perchè c’è il pregiudizio che se una donna è bella è rifatta. Quando vedo una bella donna, invece, io l’ammiro e sono contenta anche perchè emana una bella energia.

 È favorevole o contraria alla chirurgia estetica?

Penso che possa aiutare senza però cambiare il tuo essere: non bisogna cadere nella trappola di persone che si nutrono delle tue insicurezze. Noi donne tante volte siamo insicure perchè magari un uomo ci ha lasciato, siamo deluse o ci sentiamo depresse per via dell’età e cerchiamo di cambiarci per piacere agli altri. Vogliamo far felici tutti, ma cosa fanno gli altri per piacerci? Niente, e a volte li abituiamo a essere assecondati per farci accettare. A volte incontro persone che si sono sottoposte a chirurgia estetica e faccio fatica a riconoscerle: è come uccidere se stessi.

Lei ha usufruito del bisturi?

Il bisturi no, ho usato il laser che rigenera il collagene. È fondamentale, poi, mantenersi in forma e avere un’alimentazione sana. Anche un buon dna aiuta: mio padre è morto a novant’anni senza avere una ruga sul viso. La genetica conta ma non ci si deve accanire perchè il tempo passa e bisogna sentirsi fortunati ad avere la possibilità di vivere e questa fortuna non è data a tutti. Sono testimonial di tante associazioni che si occupano di cancro e vedo molte persone che non hanno questa opportunità e a loro piacerebbe avere tante rughe in viso perchè significa vivere la vita. Non puoi pretendere che il tempo passi e il tuo corpo resti quello di quando avevi vent’anni: è pura utopia e devi pensare che quando sorridi le rughe si alzano ed è normale che sia così. Ed è importante ridere perchè fa bene e una persona allegra è qualcuno con cui vuoi passare del tempo.

Maria Grazia Cucinotta

Vive serenamente il trascorrere degli anni?

Si, sono contenta e ho una figlia meravigliosa. La vita e la bellezza non hanno tempo se non ti accanisci contro quest’ultimo. C’è una nuova generazione che merita la sua attenzione, mentre in quella precedente subentra la bellezza della vita, della concretezza, della sapienza e dell’esperienza che un giovane non ha e sei fortunata ad averla.

Si è parlato molto del caso Weinstein. Ha mai subito avances?

Ho lavorato con lui per quasi sei mesi, non ci ha mai provato e se lo avesse fatto avrei rifiutato. Nessuno a quel livello ti aggredisce. Più in generale, avances ne ho ricevute e le ricevo tutt’oggi, ma basta dire di no: l’ho fatto spesso e alcune volte non mi hanno ingaggiata, altre mi hanno assegnato la parte e altre ancora sono stata contenta di non farla. Nella mia vita mi occupo di donne che subiscono violenza e purtroppo non hanno la possibilità di scegliere. Sono impegnata con l’associazione “Vite senza paura”, che combatte la violenza e offre sia supporto psicologico sia legale e ascolto. Vogliamo far sì che le leggi possano cambiare e tutelare veramente le donne: fino ad ora non è così e capisco quelle che hanno paura a denunciare perchè non sono abbastanza tutelate.

Guardando al futuro, quali sono i suoi prossimi progetti?

Fino a fine aprile sarò impegnata a teatro con lo spettacolo “Figlie di Eva”. Nel frattempo, il 7 aprile uscirà al cinema il film “Tutto liscio” in cui recito, mentre come produttrice sto lavorando a una serie per ragazzi. Inoltre, proseguirò nell’impegno a combattere i pregiudizi contro le donne over 50 che pensano di essere da rottamare incontrando le persone sbagliate: si lasciano condizionare perchè in amore si è vulnerabili.

Per concludere, le chiedo un suo ricordo di Massimo Troisi e del film “Il postino”, che l’ha consacrata al grande pubblico

La prima parola a cui penso è gratitudine. Quest’anno ricorre il 25esimo anniversario della sua scomparsa e non posso che ringraziarlo perchè senza quel film, che è ancora nel cuore della gente, non avrei fatto tutto ciò che sono riuscita a realizzare.

© Riproduzione riservata

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.