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Tre giovani morirono contro un muretto a Romano: assolta la proprietaria

Rinviata a giudizio per le dimensioni e la distanza dalla strada della parete in cemento armato. Il giudice: "Il fatto non sussiste"

Assolta perché “il fatto non sussiste”. A processo con l’accusa di omicidio colposo A.S., 68 anni, di Romano di Lombardia, era finita nell’ottobre 2017 poiché proprietaria del muretto in cemento armato contro il quale, la notte del 30 giugno 2012, si era schiantata la Ford Escort station wagon sulla quale viaggiavano tre giovani di Cividate al Piano: Davide Sabbadini, 19 anni, al volante, Fabiana Frigeni, 16 anni, e Giulia Aceti, 15 anni. I tre, morti nell’impatto, stavano rientrando da una serata per festeggiare la fine della maturità.

Secondo l’accusa, che aveva chiesto una condanna a 8 mesi, la recinzione che circonda un capannone industriale era troppo vicina alla carreggiata, fattore che avrebbe avuto un’incidenza nello schianto dell’auto e quindi nel decesso dei tre ragazzi. Alla donna, inoltre, veniva contestato il fatto di avere effettuato dei lavori di consolidamento del muretto senza aver chiesto l’autorizzazione al Comune e alla Provincia.

Ieri mattina, giovedì 21 marzo, è arrivato il verdetto della sentenza, emesso dal giudice Giovanni Petillo con formula piena. L’avvocato difensore dell’imputata, Roberto Bruni, ha invocato l’assoluzione sostenendo che non c’era prova del nesso di causalità tra lo schianto mortale e la presenza del muretto. Tesi accolta: “Non ho mai capito cosa venisse realmente contestato alla mia assistita – ha commentato il legale – spero che la vicenda si chiuda qui”. Toccherà ora alla Procura, dopo le motivazioni del verdetto – non ancora note – valutare un eventuale ricorso in secondo grado.

La tragedia si era consumata poco prima dell’una, quando i ragazzi stavano tornando a casa dopo una serata trascorsa con gli amici al “Sale&Brasa” di Brignano Gera d’Adda. Davide Sabbadini, che la mattina stessa aveva conseguito l’esame di maturità come geometra all’Istituto Rubini di Romano, si era messo al volante dell’auto perdendo il controllo lungo la strada provinciale che collega Bariano a Romano di Lombardia. Sul sedile accanto a lui c’era Giulia, iscritta al terzo anno del liceo linguistico “Don Milani” di Romano; sul sedile posteriore Fabiana, anche lei frequentante la terza del liceo linguistico. I primi due morirono sul colpo. La 16enne, invece, venne trovata in fin di vita dai soccorritori del 118 e ricoverata in condizioni gravissime agli ospedali Riuniti di Bergamo, fino al decesso nel pomeriggio dell’1 luglio. Una tragedia enorme per l’intera comunità di Cividate.

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