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Giornate Fai di Primavera, torna l’annuale appuntamento dedicato alla cultura

La manifestazione, in programma sabato 23 e domenica 24 marzo, coinvolgerà dieci comuni e oltre venti luoghi in provincia di Bergamo

Chiese, conventi, palazzi, musei, fucine e persino due antiche prigioni.

Saranno questi alcuni dei protagonisti delle Giornate Fai di Primavera, l’iniziativa culturale che sabato 23 e domenica 24 marzo coinvolgerà oltre 1.100 luoghi in tutta Italia.

Giunta alla ventisettesima edizione, la manifestazione interesserà anche la provincia di Bergamo nella quale saranno coinvolti circa dieci comuni: “L’obiettivo di questa iniziativa è quello di metter al centro le persone facendo conoscere le storie di chi ha realizzato questi beni e di chi oggi li conserva – spiega Claudio Cecchinelli, capodelegazione della Delegazione Fai di Bergamo -. Siamo consapevoli come sia impossibile visitare tutti questi luoghi in due giorni, tuttavia il nostro intento è quello di farli conoscere affinchè i partecipanti possano tornarci nuovamente in altre occasioni”.

A sostenere il progetto saranno presenti sul territorio oltre cento volontari Fai durante la due giorni troveranno l’appoggio dei membri delle numerose associazioni coinvolte e degli oltre 250 studenti delle scuole orobiche che, nel ruolo di “apprendisti ciceroni”, guideranno i partecipanti nelle visite guidate: “Le giornate del Fai sono un format da sempre vincente in quanto non sensibilizza soltanto chi ne prende parte, ma anche chi vive nelle zone interessate” sottolinea il consigliere provinciale delegato al turismo Claudio Bolandrini.

Numerosi saranno i luoghi aperti per l’occasione al pubblico, dal Palazzo Pretorio di Vilminore di Scalve alla Pinacoteca di Vertova, passando per le Ex Carceri di Sant’Agata in Città Alta, il Mulino di Baresi a Roncobello e la Chiesa di San Bernardino a Caravaggio, che nei mesi scorsi è stata interessata da alcuni interventi di restauro: “Durante la visita vi sarà infatti l’opportunità di vedere gli affreschi realizzati da Fermo Stella – sottolinea Mara Margutti, membro del Gruppo Fai della Bassa Bergamasca -. Oltre alla chiesa sarà possibile anche salire sulla Torre Campanaria della Parrocchiale dei Santi Fermo e Rustico, visitare la Chiesa di Santa Elisabetta con il suo coro ligneo e la Pinacoteca Civica di Palazzo Gallavresi, ma anche spostarsi di alcuni chilometri e conoscere l’Oratorio della Beata Vergine di Calvenzano e il vicino Bosco Spino”.

In conclusione a distanza di due anni torneranno in terra bergamasca anche la Delegazione di Brescia che, attraverso i volontari del gruppo di Franciacorta e Sebino, permetteranno ai bergamaschi di scoprire le bellezze di Lovere: “Siccome lo scorso anno si è tenuta la canonizzazione di Paolo VI, abbiamo deciso di puntare su beni legati a personaggi che hanno fatto la storia del nostro territorio e dell’Italia così, quando abbiamo scelto Lovere, abbiamo costruito un percorso specifico chiamato ‘Il Conte, Milady e i Cavalieri’ – illustra Luisa Lazzari, capogruppo del Gruppo Fai di Franciacorta e Sebino -. Fra i luoghi che verranno toccati vi saranno l’Accademia Tadini con la stele funebre realizzata da Antonio Canova in ricordo di Faustino Gherardo Tadini, figlio del conte Luigi; Palazzo Bazzini dove sarà visibile per esempio la Sala degli Egizi, ma anche la Lucchini RS, importante azienda del territorio nella quale si terrà una visita guidata nella mattinata di sabato”.

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