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Sveglia alle 4 per andare al lavoro, arrivo in ritardo per colpa del treno: basta!

Una "pendolare come tutti gli altri", tra le lacrime di rabbia e impotenza, scrive a Trenord dopo l'ennesima mattinata in attesa vana e senza informazioni

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Ci scrive una pendolare raccontando la sua (dis)avventura di martedì mattina sulla linea Trenord Bergamo-Carnate-Milano. A dire il vero, esasperata, scrive a Trenord e a Bergamonews per conoscenza. Ecco cosa è successo.

Gentili signori di Trenord

Sono anni che non ascoltate quelle migliaia di persone che usufruiscono del vostro disservizio, ma la mia storia ve la voglio raccontare comunque.

Ho appena ultimato gli studi e ottenuto un buon lavoro. Non posso permettermi l’affitto di una stanza a Milano, poiché se ne andrebbe più della metà dello stipendio. Ogni mattina mi sveglio alle 4, corro a prendere il bus sostitutivo che mi porta dalla stazione di Calusco a quella di Paderno.

Anche oggi mi sono diretta verso la fermata, ho passato 40 minuti del mio tempo rubato al buon riposo per recarmi a Paderno. C’era vento, faceva parecchio freddo. Dopo dieci minuti di attesa è stato annunciato che il treno diretto a Milano sarebbe arrivato con 30 minuti di ritardo.

Insieme ad altri pendolari abbiamo chiesto informazioni agli addetti alle ferrovie. Nessuna informazione, hanno solo detto che non sono loro a decidere. Abbiamo allora gentilmente chiesto all’autista del bus di portarci alla stazione successiva, dove passano più linee ferroviarie. Nessuna informazione nemmeno da parte sua. Ha solo detto che lui non c’entra con la stazione e che avrebbe potuto contattarVi, gentili signori di Trenord, solo dopo le 6.15.

Un servizio che inizia a funzionare (o non funzionare, se proprio vogliamo essere precisi) all’alba, ma che si può contattare solamente a mattinata inoltrata. Perché sì, un pendolare alle 6 del mattino è già sveglio da parecchio, perciò sì, quella per noi è già mattina inoltrata.

Lavoro nell’assistenza clienti e, molte volte, la richiesta di una persona non può essere assecondata, ma voi, signori di Trenord, che ci definite “gentili”, voi qualcosa potete farlo.

Perché non ci svegliamo alle 4 solo perché soffriamo di insonnia, non lavoriamo per la gloria, ma per portarci a casa uno stipendio che, in parte, contribuisce a peggiorare il vostro servizio. Un buon lavoro non basta per giustificare l’ennesimo ritardo.

E mi scuso per il disagio se, in questo momento, non ce la faccio nemmeno a continuare a scrivere perché mi stanno scendendo le lacrime dalla rabbia e i crampi allo stomaco mi stanno divorando. Perché la faccia, al lavoro, come sempre, ce la metto io.

Una pendolare come tanti altri

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