BergamoNews it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Atalanta, è mancata la scintilla. E il volo diventa una frenata

La squadra soffre il gioco duro degli avversari come era accaduto contro il Toro o col Genoa. Europa ancora tutta da giocare

All’andata hai vinto 5-1, hai segnato 56 gol contro 20 (!) dei tuoi avversari che sembrano già retrocessi, se li batti sali al quinto posto e ti avvicini anche alla zona Champions. Eppure tutto questo non succede. Ma è anche il bello del calcio, purtroppo bisognerebbe dire in questo caso. Sempre imprevedibile. Ma non sarebbe calcio, se non fosse così: forse matematica, o altro.

Dobbiamo farcene una ragione, oggi come venti o cinquant’anni fa. Perché cambieranno anche alcune regole, arriva la (o il) Var, però la sostanza resta. Forse Gasperini aveva visto lontano alla vigilia, quando aveva detto e ripetuto che le partite si vincono sul campo, riferendosi all’idea comune che l’ostacolo Chievo fosse una formalità. O quasi.

Così non è stato. L’Atalanta, la squadra favoritissima per vincere, ha evitato una mezza figuraccia riuscendo almeno a pareggiare, dopo essere andata in svantaggio come spesso le succede. Una specie di sindrome del braccino corto: quando hai a disposizione il match point per fare il salto di qualità, improvvisamente ti blocchi. Ci sarà magari in giro un virus, se la stessa sorte è toccata prima alla Fiorentina, alla Roma, al Torino. Lasciamo perdere la Juve sconfitta, non le cambia nulla, ma vogliamo aggiungere alla lista delle deluse di giornata anche il Milan favorito e poi battuto nel derby?

Sarà forse anche un problema di testa? Gasperini ha visto anche altro: “Noi oggi andavamo un po’ più piano, eravamo meno brillanti”. Vero. Altrimenti l’Atalanta non avrebbe chiuso il primo tempo sotto di un gol, contro l’ultima in classifica.

La delusione è forte anche perché Gasperini e il suo modo di giocare, di cercare sempre di vincere, non ci ha abituato al pareggio. E poi c’è pareggio e pareggio… In casa, i precedenti erano il 2-2 con la Juve (alla grande, con rimontina), il 3-3 con la Roma (tre gol recuperati, un’impresa) e lo 0-0 col Toro.

Un pari brutto, sporco e cattivo quello con i granata, come del resto il ko a Marassi col Genoa e de Roon subito fuori uso per un fallaccio. Avete contato i falli del Chievo? Primo giallo dopo 5′ per un pestone a Ilicic, tanto per fargli capire che aria tirava. Meggiorini, un attaccante, ammonito per l’intervento scorretto. E saranno sette i gialli, poteva starci anche un rosso per un Chievo che ha fatto spesso la lotta più che giocare al calcio. Ma Di Carlo non è Ventura, che all’andata è crollato con una specie di armata Brancaleone: stavolta invece il Chievo ha fatto la sua parte, in maniera molto ruvida. I tre tenori nerazzurri, Gomez, Ilicic e Zapata, toccati duro fin dai primi minuti, sono stati braccati e hanno avuto qualche problema a trovare lo spunto, se non quello per l’1-1 con l’assist di Duvàn a Ilicic. È mancato anche il colpo su calcio piazzato.

Èun’occasione persa per volare. L’Atalanta paga anche la panchina corta, in attacco c’è il solo Barrow che in campionato non segna dal maggio scorso (Lazio-Atalanta 1-1) e deve ancora ritrovarsi. Ci saranno altre partite dure, è inevitabile, altre squadre verranno a chiudersi a Bergamo.

Ma la corsa all’Europa è ancora aperta…

© Riproduzione riservata

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.