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“I ribelli della montagna”: storie di resistenza a Bergamo ed eccidi dimenticati

In vista del 25 Aprile il duo artistico composto dall'attore Antonio Russo e dall'educatore Giuliano Manzoni portano in scena un approfondimento storico, sociale e letterario legato ad alcune vicende del secondo conflitto mondiale vicine a noi.

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Dopo il successo con “Se questo è un uomo, oggi” il duetto artistico tra l’attore Antonio Russo e l’educatore Giuliano Manzoni torna con un nuovo spettacolo: se nei sei appuntamenti di gennaio i due avevano messo in scena una rilettura critica di alcuni stralci del romanzo di Primo Levi, il soggetto della prossima rappresentazione non si allontana di molto.

“L’approfondimento storico, sociale e letterario relativo al periodo del secondo conflitto mondiale, legato alle terribili ingiustizie inflitte ai civili che lo accompagnarono, unito al riverbero su di noi della potenza narrativa dell’opera di Levi, ci hanno indotto ad avvicinare geograficamente a noi le riflessioni già in atto – spiegano Manzoni e Russo – Ci interessa quindi anche ciò che successe in Italia, nella nostra città, nei nostri paesi, sui sentieri di montagna dove ci limitiamo, spesso, solo a tenerci in forma con la bici o passeggiare, del tutto inconsapevoli che anche qui si è fatta la storia”.

“I ribelli della montagna”, citando un canto partigiano che con altre canzoni del disco “Materiale resistente” farà da colonna sonora alla proposta teatrale, è il titolo del nuovo spettacolo che avrà come filo conduttore la lettura, a cura di Antonio Russo, de “Il partigiano Johnny” di Beppe Fenoglio.

Alle lettura delle pagine dello scrittore partigiano si alterneranno i racconti, a cura di Manzoni, delle conseguenze nefaste dell’azione sterminatrice del nazi-fascismo in Italia sulle popolazioni civili tra il ’43 ed ’45, soffermandosi in primo luogo sull’eccidio di Sant’Anna di Stazzema del 12 agosto 1944, che costò, da solo, la vita a 560 bambini, donne ed anziani soprattutto.

“Parlare di resistenza a Bergamo è anche scoprire che don Antonio Milesi, detto ‘Dami’, ai tempi curato di Villa d’Almè, era prete partigiano, e che anche sotto la sua guida la brigata Valbrembo delle Fiamme Verdi sferrò l’attacco a Villa Masnada a Mozzo il 26 Settembre del 1944, edificio occupato ai tempi da forze nazi-fasciste – continua Manzoni –. Da questo episodio scaturì una fuga rocambolesca dei 24 partigiani locali coinvolti nell’operazione, terminata con uno scontro a fuoco sul colle di Sombreno. Tra Sombreno e Petosino, la Brigata quel giorno perse, in circostanze tragiche, 9 dei suoi giovani componenti. Le forze nazi-fasciste arrivate dalla città erano nell’ordine delle centinaia. Lo scontro non ebbe precedenti nelle nostre zone”.

Lo spettacolo sarà proposto in Bergamasca e non in vista del 25 Aprile e delle ricorrenze di altri episodi locali: già fissata la tappa di Mozzo, nei giorni dell’attacco di settembre, con la rappresentazione nei pressi di Villa Masnada dove la vicenda sarà ricostruita con letture, racconti e immagini.

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