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Bergamo-Treviglio, Forza Italia in piazza a sostegno delle infrastrutture fotogallery

La manifestazione ha visto la partecipazione di numerosi esponenti del partito di Silvio Berlusconi che hanno voluto esprimere il proprio appoggio alla realizzazione del collegamento veloce

“La Bergamo-Treviglio non ridurrà soltanto il tempo di percorrenza fra la città e la pianura, ma sarà anche un collegamento fondamentale per le nostre valli”.

Sono queste alcune delle parole del deputato Alessandro Sorte espresse nel corso di “#CrescereOra. Sì all’autostrada Bergamo-Treviglio”, la marcia a sostegno del collegamento veloce e delle infrastrutture bergamasche promossa da Forza Italia.

L’iniziativa, svoltasi nel pomeriggio di sabato 16 marzo, ha visto la partecipazione di numerosi esponenti del partito di Silvio Berlusconi che, di fronte al Palazzo della Provincia, hanno voluto esprimere il proprio appoggio alla realizzazione del collegamento viabilistico fra il capoluogo e la cittadina della Bassa: “Con questa marcia abbiamo voluto dare oggi un segnale di sostegno al presidente della Provincia per continuare a credere nell’azione di costruire un’autostrada renderà più competitive le nostre valli, il nostro territorio,le nostre aziende affinché essa possa esser un successo come è stato sempre di più la Brebemi – afferma l’ex assessore regionale alle infrastrutture -. Noi abbiamo sempre creduto nel progetto del 2012, l’unico realmente sul tavolo, anche se ovviamente c’è chi non ha mai creduto nelle infrastrutture. Il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle in provincia di Bergamo sono la faccia della stessa medaglia: il Movimento dice ‘no’ su tutto, il Pd dice ‘ni’ su tutto e si schiera per riaprire la conferenza dei servizi, perdendo così altri anni . Il presidente della Provincia vuol tirar dritto e noi siamo con lui”.

Alla manifestazione hanno preso parte diversi fra parlamentari, sindaci, consiglieri provinciali e comunali, fra i quali Paolo Franco, che ha illustrato alcune delle conseguenze che potrebbe comportare il rinvio dell’opera: “E’ importante prendere delle decisioni, perché esiste già un progetto che superato tutti i passaggi previsti dalle conferenze dei servizi. Aspettare, rivedere, riguardare significa rimandare e in tal caso il rischio è che quelle economie necessarie per realizzare queste opere potrebbero finire a Cremona e a Mantova, dove si vuole realizzare un’autostrada per 11.000 passaggi, gli stessi che transitano in un’ora nelle nostre valli la mattina – sottolinea il segretario provinciale di Forza Italia -. Tutti sanno che la società partecipata dalla Provincia (Autostrade Bergamasche Spa, NdR) da’ questa linea, in fase di progettazione sarà possibile compiere tutti gli interventi migliorativi che si vorranno, per cui è importante non aspettare ulteriormente, altrimenti, senza questo collegamento, rischiamo che la Brebemi e la Pedemontana bypassino il nostro territorio”.

Al centro dell’attenzione dei forzisti non vi è soltanto l’autostrada Bergamo-Treviglio, ma anche i vari progetti viabilistici che riguardano territorio bergamasco: “Noi siamo completamente a favore delle infrastrutture necessarie per ridurre i tempi della viabilità in provincia di Bergamo, dal rifacimento del rondò dell’Autostrada, che crea problemi sia di sicurezza che di transito, al completamento della Pedemontana, opera fondamentale per cercare di smaltire il traffico in quella zona; così come per le tante varianti che ci sono, come quella di Zogno che dopo tanti anni forse ora prenderanno il via i lavori – aggiunge Stefano Benigni -. Oltre a ciò noi proseguiamo la nostra battaglia anche per altre opere come la variante di Cisano, quella di Trescore, la Teb 2 o il collegamento fra Bergamo e l’Aeroporto, sul quale abbiamo detto sì alla proposta di una tratta ferroviaria, ma che a distanza di tre anni siamo fermi, perché qualcuno ha la volontà di allungare i tempi”.

L’autostrada Bergamo-Treviglio sarà ora al centro del prossimo Consiglio Provinciale in programma martedì 19 marzo nel quale verrà discusso un ordine del giorno sottoscritto da tutte le forze politiche.

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