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Un irlandese in Val Seriana: il santuario di San Patrizio e la “fonte miracolosa” fotogallery

Nuova puntata della rubrica domenicale di BGY che oggi fa tappa lungo le pendici del Monte Cavlera.

Quando si parla di San Patrizio, il pensiero vola immediatamente in Irlanda e fra le sue verdi valli.

Un pensiero legittimo, se non fosse che nel corso dei secoli la devozione per il monaco si è espansa in tutta Europa e ha raggiunto anche la Bergamasca, per la precisione a Colzate, piccolo borgo della Val Seriana dove sorge un santuario in suo onore.

L’edificio, posto lungo le pendici meridionali del Monte Cavlera, si divide in due parti, una più antica corrispondente a un sacello risalente al 1300, e una corrisponde alla struttura seicentesca detta anche “chiesa grande” alla quale è la vicenda della “fonte miracolosa”.

Posta all’ingresso dell’altare principale sotto la statua di San Patrizio realizzata da Giovan Battista Caniana, secondo la tradizione dalla fonte sgorgherebbe dell’acqua “miracolosa” capace di guarire i problemi alla vista, una tradizione che non trova conferme scientifiche, ma che potrebbe far riferimento a un miracolo compiuto dal vescovo irlandese, il quale avrebbe guarito un bambino affetto da cecità.

Oltre alla fonte della “chiesa grande”, un’ulteriore leggenda interessa il luogo di culto ed è quella riguardante la “Tamböra de San Patrésse”, un pozzo posto all’esterno del santuario e inserito fra le cavità del Monte Cavlera.

Posta nei pressi della struttura religiosa, secondo la tradizione il pozzo scenderebbe in profondità sino a raggiungere il livello del fiume Serio di cui avvicinando l’orecchio si potrebbe udire lontano il suo scorrere impetuoso.

Racchiuso in un’aura di mistero, il santuario nasconde fra le sue mura una lunga storia che ha visto protagonista non soltanto la provincia di Bergamo, ma anche l’Irlanda, patria del santo a cui è dedicato.

Edificato nel 1166 da alcuni mercanti irlandesi giunti in Valle Seriana per sfuggire alla furia di Federico Barbarossa, il luogo di culto si sarebbe via via ampliato nel corso dei secoli, come dimostra il sacello trecentesco: posto lungo l’asse est – ovest, la struttura ospita diversi cicli pittorici quattrocenteschi raffiguranti fra gli altri il Giudizio Universale lungo l’arco absidale, la Natività inserita nel catino e alcuni episodi della vita di San Patrizio, posti sulla parete meridionale e nei quali è possibile osservare i miracoli compiuti dal monaco in terra irlandese.

A causa del continuo afflusso di fedeli, il santuario sarebbe stato ulteriormente ampliato nel Seicento con l’edificazione della “chiesa grande”, struttura costruita su una sola navata e adornata da affreschi che rappresentano il “Miracolo del fuoco di Tara” sulla parete occidentale, l’Annunciazione sull’arco absidale (scoperto nel corso dei primi anni Duemila durante alcuni interventi di restauro) e gli Apostoli che coronano le pareti perimetrali.

Fra i dipinti presenti nella chiesa bisogna segnalare anche la pala di Francesco Cappella posta sull’altare principale e raffigurante i santi Patrizio, Mauro abate, Gregorio Barbarigo in compagnia di Gesù Bambino e di un angelo custode; un altare quello della “chiesa grande” che ospita anche un coro in legno contenente le reliquie di venti santi le quali vengono esposte alla devozione dei fedeli il 17 marzo e la seconda domenica di settembre quando rispettivamente le comunità di Colzate e Vertova festeggiano il santo irlandese.

In conclusione a distanza di secoli il legame fra la Val Seriana e San Patrizio non si è mai spento,tuttavia con esso è rimasto vivo il fascino del mistero in cui ancora oggi sono inserite le pendici del Monte Cavlera.

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