BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Testamento biologico, un anno dopo: a Bergamo 25 richieste al mese

Il 65% sono persone di sesso femminile. Il più anziano è un uomo di 93 anni, la più giovane una ragazza di 24. L'assessore Angeloni: "I diritti non si misurano con i numeri, ma evidenziano l'utilità del servizio"

Più informazioni su

In un anno sono 288 le richieste arrivate al Comune di Bergamo per lasciare le disposizioni anticipate di trattamento (Dat), ovvero la possibilità di mettere per iscritto le proprie scelte di cura prima di non avere più modo di comunicarle. Dallo scorso marzo fanno quasi una al giorno.

Di queste 288, ben 186 sono arrivate da persone di sesso femminile (64,5 per cento), 102 di sesso maschile (35,5 per cento). La maggior parte sono persone in età avanzata: il più anziano a far richiesta è stato un uomo nato nel 1926, la più giovane una ragazza del ’94.

La Legge sul testamento biologico è entrata in vigore il 31 gennaio 2018, ma è da marzo dello scorso anno che le disposizioni anticipate di trattamento possono essere consegnate gratuitamente dai residenti all’ufficio dello Stato civile di Palazzo Frizzoni, che ha il compito di registrarle e conservarle in cassaforte. Il procedimento è semplice: chi è interessato riceverà una documentazione anonima che dovrà poi riconsegnare in busta chiusa. Le disposizioni possono essere redatte in forma scritta o video, qualora la persona sia impossibilitata a scrivere. Anche i minori possono sottoscriverle (a patto che vi sia la compresenza dei genitori) e pure chi ha un handicap (se in grado di intendere e volere).

“I diritti non si misurano in base a quanta gente li utilizza, ma le richieste arrivate in un solo anno evidenziano l’utilità del servizio” commenta l’assessore ai Servizi Demografici Giacomo Angeloni. Palafrizzoni ha preparato un’apposita modulistica informativa, in modo che ogni cittadino sappia quali possibilità offre il testamento biologico. “Tuttavia la Legge non prevede che ci sia un modulo unico su cui lasciare la dichiarazione – chiarisce l’assessore -. Quel che raccomandiamo è di prendersi il tempo necessario e informarsi il più possibile prima di arrivare con il Dat compilato, visto che la responsabilità è del richiedente”. Il Comune consiglia sempre un colloquio con il medico, che ha le competenze professionali necessarie a spiegare attentamente le conseguenze di scelte così delicate.

“Adesso le disposizioni anticipate di trattamento vanno informatizzate e inserite negli archivi informatici del sistema sanitario – conclude l’assessore Angeloni -. Solo così potranno essere utili appieno”.

© Riproduzione riservata

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.