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“Treno in ostaggio di 15 ragazzini maleducati e senza biglietto”

La testimonianza di una pendolare che era sul treno 24803 Treviglio-Bergamo delle 21.08: il personale Trenord, per risolvere la situazione, ha dovuto allertare i carabinieri.

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Un intero treno ostaggio di quindici minorenni maleducati e sprovvisti di biglietto: c’è anche questo tra le quotidiane peripezie dei pendolari bergamaschi.

A raccontarlo è una testimone diretta di quanto successo nella serata di martedì 12 marzo, su un treno che sarebbe dovuto partire alle 21.08 da Treviglio diretto a Bergamo.

“Sei anni da pendolare possono essere una fonte inesauribile di stress. La tratta Bergamo-Milano mi ha spesso regalato viaggi ‘avventurosi’: treni vecchi e sporchi, ritardi che possono arrivare anche a sessanta minuti, soppressioni improvvise. Per non parlare dei giorni di sciopero, immancabile con cadenza mensile e (quasi) sempre di venerdì.

Da quando il Ponte di Paderno è stato chiuso per manutenzione, per i pendolari delle linea Carnate-Usmate, costretti a optare per i treni che da Bergamo vanno a Milano Centrale, i tempi di viaggio sono raddoppiati. Insomma, i disagi sono quotidiani e non sono pochi.

Ma mai e poi mai avrei pensato di assistere ad una scena come quella di martedì 12 marzo sul treno 24803 delle 21.08 da Treviglio diretto a Bergamo.

Il treno è partito con un’ora di ritardo, ma questa volta la colpa non è di Trenord. Quindici passeggeri circa, tutti minorenni, hanno impedito la partenza del treno. Assurdo, ma drammaticamente vero.

Saliti sul treno e occupato un intero vagone, hanno iniziato a comportarsi come un branco di bestie: schiamazzi, urla, musica a palla. Ad un certo punto, alcuni di loro si sono messi a camminare sui sedili: nulla di più lontano da una sana educazione.

Allarmato dal vociare, il capotreno si è avvicinato ai ragazzi chiedendo loro di fare la cortesia di smetterla. Accortosi che l’allegra ciurma non aveva nemmeno uno straccio di biglietto, intima di scendere.

Ciò che è accaduto dopo è al limite dell’impensabile. I giovani non sono scesi dal treno, ma hanno reagito con comportamenti (anche) violenti. Il capotreno ha dovuto richiedere l’aiuto del guidatore. Ma niente da fare: i due dipendenti Trenord, aiutati da altri passeggeri, non riuscivano a controllare questa banda di maleducati. Chi urlava, chi bestemmiava, alcuni, scesi dal treno, tentavano di entrare dai finestrini dei vagoni successivi.

Una strafottenza inverosimile che sembrava dire: ‘Prendetemi a schiaffi adesso’.

Sul treno c’erano lavoratori pendolari, studenti e anche famiglie con bambini piccoli. Una mamma si è rivolta a me preoccupata: ‘Devo arrivare a Torre Boldone ma sono senza macchina, se il treno farà così ritardo, prenderò il bus. Come faccio?’.

La situazione precipitava: il capotreno ha dovuto chiamare i carabinieri che – da ciliegina sulla torta – si sono presentati dopo quasi quaranta minuti dalla chiamata. Due uomini in divisa dopo più di mezz’ora – ci tengo a precisarlo.

Al suono della sirena, i ragazzetti si sono dileguati tra i binari, ritardando ulteriormente la partenza dei treni in stazione. Un gesto stupido e pericoloso.

Recuperati dai carabinieri, ad alcuni di loro sono stati chiesti documenti e generalità. Dopo i dovuti accertamenti, il treno è partito. Sono arrivata a casa dopo le 22.30.

Quindici ragazzi minorenni hanno provocato un ritardato di un mezzo pubblico di quasi sessanta minuti. La domanda sorge spontanea: dove sono le famiglie e che ruolo hanno nella vita di questi adolescenti?”.

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