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La sinistra anti-Gori vuole il giornalista Paolo Berizzi, ma lui declina

L'idea frullava da un po' e finalmente il gruppo ha deciso di chiederlo al diretto interessato

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E se l’anti Gori a sinistra fosse un giornalista, noto e bravo e coraggioso? era questa la pazza idea del gruppo di In Comune – Per un’altra Bergamo che sta cercando di organizzare una lista con candidato alternativo al sindaco uscente. Il candidato ideale sembrava Paolo Berizzi, cronista simbolo di Repubblica, sotto scorta per le sue inchieste sull’estremismo di destra.

L’idea frullava da un po’ e finalmente il gruppo ha deciso di chiederlo al diretto interessato. Che però, ringraziando onorato della proposta, ha detto no. Un no definitivo. Tramonta così una delle ipotesi che piacevano molto a questicittadine e cittadini preoccupati per il futuro della nostra società e della nostra città, animati da una grande passione civile e sociale, impegnati responsabilmente e attivi nella vita sociale cittadina in comitati, associazioni, gruppi, movimenti, crediamo nella politica come strumento di servizio a tutta la comunità”.

Le prossime elezioni amministrative cittadine, spiegano, “sono quindi un’occasione importante anche se non esclusiva né esaustiva, ma che possono essere utili, per mettere a frutto e collegare in rete esigenze di quartiere, emergenze sottovalutate, battaglie ambientali, conflitti sociali e problematiche non soddisfatte.”

Dopo le prime riunioni del gruppo in cui si è dato vita ad una bozza di programma e di gruppi di lavoro, il primo cittadino aveva anche deciso di prendere una posizione con una lettera aperta destinata ai membri del gruppo per cercare di impedire alla sinistra di spaccarsi in vista delle prossime elezioni: “So perfettamente che nel mondo della sinistra bergamasca vi sono diverse posizioni critiche nei confronti dell’amministrazione che ho guidato in questi anni. Conosco l’oggetto di queste obiezioni e, pur non condividendole, le rispetto. Penso tuttavia – a pochi mesi dalle elezioni amministrative – che la prospettiva di una frammentazione delle forze di sinistra, e ancor di più la scelta di una parte di queste di porsi in netta contrapposizione all’amministrazione uscente, potrebbe costituire in questo caso un errore più grave di altre volte, e un formidabile regalo alla destra”, aveva scritto il Primo Cittadino.

Ma la sinistra extra Pd non ne aveva voluto sapere, e, dopo una votazione democratica, aveva preso la decisione di andare da sola al voto, senza sostenere Gori, posizione sostenuta con forza dagli  assessori della giunta Bruni Fausto Amorino e Francesco Macario, e da Paolo Scanzi, membri del gruppo.

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