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Dal ginocchio rotto al partitone con l’Atletico: la rinascita di Spinazzola

L'ex atalantino, che aveva lasciato Bergamo con il crociato rotto, martedì 12 marzo ha debuttato in Champions da grande protagonista

Ogni calciatore sogna, un giorno, di poter disputare la Champions League. E non tutti quel sogno lo realizzano. C’è chi invece la competizione più importante dell’intero panorama calcistico la riesce a giocare e – sogno nel sogno – ha addirittura la possibilità di debuttare da protagonista in un match che viene poi consegnato direttamente alla storia.

Se si pensa che Leonardo Spinazzola un anno esatto fa si rompeva il legamento crociato e il menisco del ginocchio destro (era il 18 marzo 2018, Hellas-Atalanta 0-5), il lieto fino andato in scena martedì 12 marzo all’Allianz Stadium dà un tocco ancor più bello alla storia dell’esterno sinistro umbro: tra i grandi protagonisti del trionfo della Juve sull’Atletico Madrid c’è anche lui.

Spinazzola nel maggio del 2018 ha lasciato l’Atalanta senza lettere d’addio e senza troppe lacrime. Aveva un intervento chirurgico a cui pensare, un recupero da organizzare nel migliore dei modi per non perdere la grande opportunità di vestire la maglia della Juve, quella che desiderava più di qualsiasi altra cosa.

Ci ha sempre credo l’ex atalantino, che anche a gennaio, durante il mercato di riparazione, ha rifiutato il trasferimento a Bologna dove sarebbe stato un titolare fisso: “Grazie ma resto a Torino, voglio giocarmi qua le mie carte” aveva dichiarato.

Così, martedì sera ha debuttato in Champions League, da titolare, in una delle partite più importanti: l’ottavo di finale di ritorno contro l’Atletico Madrid che all’andata aveva messo sotto i bianconeri con un 2-0 non difficile, ma difficilissimo da ribaltare.

Sulla fascia sinistra Spinazzola ha fatto la differenza, spalleggiato da quell’alieno di nome Ronaldo che ha deciso match e passaggio del turno con una tripletta storica.

Così come storica è proprio la rimonta che consegna la Juventus di Allegri agli annali del calcio: in quella Juve – piccolo orgoglio di noi bergamaschi – c’era anche uno Spinazzola che probabilmente senza la cura nerazzurra del mago Gasperini oggi non sarebbe quel gran bel esterno che è.

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