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“La morte di Astori fu omicidio colposo: a giudizio i medici di Cagliari e Firenze”

Secondo gli inquirenti i dottori Francesco Stagno e Giorgio Galanti avrebbero dovuto "fermare il calciatore bergamasco dall'attività agonistica per evitare la sua morte"

La procura di Firenze ha chiuso le indagini sulla morte del capitano della Fiorentina Davide Astori, bergamasco classe 1987, che vedono indagati per omicidio colposo i medici Francesco Stagno, come direttore sanitario dell’Istituto di medicina dello sport di Cagliari, e Giorgio Galanti, direttore sanitario del Centro di riferimento di medicina dello sport dell’Aouc di Firenze Careggi.

Secondo le indagini della procura di Firenze i due dottori sarebbero responsabili del decesso di Astori perché, per un concorso di cause tra loro indipendenti, avrebbero violato i “protocolli cardiologici per il giudizio di idoneità allo sport agonistico”.

La morte improvvisa del calciatore sarebbe stata originata da una “cardiomiopatia aritmogena diventricolare” tale da determinare il decesso improvviso di Astori.

In particolare a Stagno viene contestato di aver rilasciato ad Astori nel luglio 2014 un certificato di idoneità alla pratica sportiva agonistica in cui si attesta la mancanza di controindicazioni nonostante le indagini abbiano ricostruito che nella prova da sforzo si fossero verificate due extrasistoli ventricolari isolate, non segnalate nel referto.

A Galanti, invece, la procura contesta il rilascio ad Astori di due diversi certificati di idoneità alla pratica del calcio agonistico nel luglio 2016 e nel luglio 2017.

Referti rilasciati nonostante – secondo gli inquirenti – fossero emerse nelle rispettive prove da sforzo aritmie cardiache.

Stagno e Galanti sono anche accusati di aver omesso di sottoporre Astori ad altri accertamenti diagnostici più approfonditi sull’origine e sulla cause delle extrasistole, al fine di escludere una “cardiopatia organica” o una “sindrome aritmogena”.

Per la procura se la patologia fosse stata diagnosticata mentre si trovava in una fase iniziale ciò avrebbe consentito di interrompere l’attività agonistica di Astori e tramite la prescrizione di farmaci di rallentare la malattia e prevenire l’insorgenza di “aritmie ventricolari maligne”.

Francesco Stagno ha chiesto tramite il suo difensore di essere interrogato dal pm di Firenze.

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