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La vittima del disastro aereo

“Il mio Matteo: marito e papà generoso e meraviglioso” fotogallery

Commercialista, 52 anni, Ravasio era sul Boeing 737 precipitato in Etiopia. Abitava in città con la moglie Manuela e la figlioletta di tre anni

“Un uomo generoso”, “un papà meraviglioso che andava spesso in Africa a portare un po’ di aiuto e bontà”. Poche parole, strozzate dalle lacrime. Sono quelle di Manuela nel ricordare il marito Matteo Ravasio, la vittima bergamasca dell’incidente aereo in Etiopia nel quale domenica mattina hanno perso la vita 157 persone.

Commercialista con studio in via Paleocapa a Bergamo, 52 anni, Ravasio abitava in città con la moglie e la figlioletta di tre anni. Era anche tesoriere della onlus bergamasca ‘Africa Tremila’, associazione legata a Confartigianato che dal 1995 realizza progetti in campo sanitario, scolastico e alimentare in Africa, Asia e Sud America.

Sabato sera era partito da Roma alla volta di Addis Abeba, Etiopia. L’aereo sul quale viaggiava, un Boeing 737 della Ethiopian Airlines, di recente fabbricazione, è precipitato poco dopo il decollo che l’avrebbe portato a Nairobi, in Kenya. La meta finale era il Sudan del Sud, dove insieme ai coniugi Carlo Spini e Gabriella Viciani avrebbe curato gli ultimi allestimenti di un piccolo ospedale nella capitale del Paese, Giuba. L’inaugurazione era fissata il 21 marzo.

Da anni Ravasio gestiva la contabilità dei progetti, che spesso monitorava in prima persona. “Era un uomo preciso, disponibile, diplomatico. Un uomo capace di mettere sempre una buona parola e stemperare le tensioni”, racconta Gisella Inverardi, vicepresidente di Africa Tremila.

“Una persona pacata nei modi, molto attenta e sensibile – aggiunge Romina Russo, consigliere e segretario della onlus -. Il nostro era un gruppo di sette persone che nel condividere un’esperienza di vita simile aveva sviluppato un profondo sentimento di amicizia. Fatichiamo a realizzare quanto successo”.

L’aereo è precipitato vicino Bishoftu, nella regione di Debre Zeit, a circa 62 chilometri a Sud-Est di Addis. Il Boeing era decollato alle 8,38 e i contatti radio si sono interrotti alle 8.44 locali, 6 minuti dopo il decollo. Il sito specializzato “Flightradar24” ha scritto che dopo il decollo da Addis il Boeing aveva “una velocità verticale instabile”.

Si tratta della velocità ascensionale dell’aereo che indica quanta quota si guadagna dopo il decollo. In attesa di conoscere le cause dell’incidente, questa informazione sembra indicare che l’aereo avesse dei problemi a raggiungere regolarmente la quota di crociera. In una conferenza stampa l’amministratore delegato di Ethiopian Airlinesis, Tewolde Gebremariam, ha riferito che il pilota dell’aereo si era accorto che il velivolo aveva problemi e aveva chiesto e ottenuto dai controllori di volo di tornare a terra per un atterraggio di emergenza. Le autorità hanno aperto un’inchiesta sull’accaduto.

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