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I libri e gli autori amici per diventare grande: Edgar Allan Poe

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Edgar Allan Poe.

Quasi sicuramente avrete letto uno dei suoi racconti, o magari, siete semplicemente a conoscenza della sua esistenza: poco importa, credo sia di dovere, per me, inserirlo nella rubrica, e fornirgli un posto speciale, quasi elevato.

Mio padre mi leggeva alcune delle sue opere quando ero ancora piccolina, e, tre anni fa, cercando nella sua libreria qualcosa con cui ammazzare il tempo, lo trovai; verde, ricami d’orati e pagine giallastre. Appena ne lessi il titolo mi accorsi di aver ben presente il nome dell’autore, come si ha ben presente quello di un proprio amico, o del proprio cane.
Ero più che sicura di non averlo mai incrociato né a scuola, né in biblioteca: fui solo immensamente felice di averlo ritrovato, e silenziosamente lo presi con me.

La caduta della casa Usher:

Ho letto questo racconto più di una volta, e per caratteristiche precise che presenta, è quello che oggi ho intenzione di presentare.

Il protagonista del brano raggiunge la dimora degli Usher, antica famiglia borghese, correndo in soccorso di un suo vecchio ed intimo amico, che, lentamente, mantenendo la cupa riservatezza e la sensibilità, è consumato dall’angoscia, dal timore e dai dubbi che lo pervadono.
Raggiunta l’abitazione, l’uomo è turbato dall’orribile aspetto del luogo, e, cercando di sfuggire a tale visione, si ferma a rimirare uno stagno poco lontano, sperando di poter visualizzare i dintorni in maniera differente: neppure così, però, riesce a fuggire all’affanno, le immagini vi si riflettono, tormentandolo.

Il compagno, Rodrigo, sta nella stanza centrale, abbattuto e morente: i suoi strumenti, la sua arte e i suoi libri sono riversati a terra, gli occhi lucidi, i capelli incolti e le guance scavate.
Senza perder tempo, questi, narra all’ospite le sue preoccupazioni, con incoerenza e agitazione eccessiva, passando dalla trepidazione alla brusca concisione. La luce del sole era per lui divenuta insopportabile, e allo stesso modo, lo erano suoni e rumori troppo bruschi.
I due trascorsero assieme un lungo periodo, dedicandosi alla musica, all’arte e alla lettura: il protagonista scorgeva talvolta sagome e presenze inquietanti, poteva veder spostarsi una donna inanimata, sorella di Rodrigo e causa dei suoi malesseri: morì lentamente, Lady Madeline, senza alcuna spiegazione logica o diagnosi accurata, turbando i medici e abbandonando il fratello a sé stesso, il giorno prima dell’arrivo del compagno.

Per qualche tempo il suo nome non fu più accennato, fino a che, su richiesta di Usher, i due non trasportarono il corpo nella cripta nel quale questo era destinato a riposare.
Poco prima di chiudere definitivamente la bara, si soffermarono entrambi a contemplare le guance rosate e la curva leggere delle labbra, misteriosa e perenne.
Dal quel giorno in poi l’atmosfera s’incupì, le condizioni di Rodrigo peggiorarono lentamente: una sera, mentre la tempesta si abbatteva sulla casa e il vento irrompeva nelle stanze, durante una lettura, il protagonista s’accorse di udire i suoni, incredibilmente simili e totalmente angoscianti, che assomigliavano in tutto e per tutto a quelli descritti nel romanzo.
Accostandosi e comprendendo quindi lo smarrimento del compagno, fu sorpreso assieme a questo da una forza spaventosa e violenta, che distrusse e si impossessò della Casa Usher, rabbiosa per l’affronto subito e la permanenza all’oscurità e al freddo.

Ho scelto di prender come esempio proprio questo racconto, volendo sottolineare la particolarità dei brani di Poe: non si limitano a terrorizzare il lettore con sangue, spettri e suoni inquieti, bensì, lo turbano, riuscendo a penetrare in profondità, scatenando un timore più acuto e dominante.

Proprio questa è la ragione per cui viene tanto apprezzato: modella i termini come fossero lamine d’oro, li accosta, plasmando immagini e sensazioni precise, seppur non delineate. È colui che considero un maestro, un punto di riferimento e il mio scrittore preferito.

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