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Quelle sensazioni che ci suscitano i colori accesi foto

Tantissimi artisti si sono liberati dalle figure o dai paesaggi per giungere all’essenza, a linee o sfumature cromatiche che da sole inducono il nostro cervello a riflettere, valutare, lasciarsi andare a libere emozioni.

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Esiste una correlazione scientifica tra cervello e colori, come per profumi o suoni: possono ricordarci momenti della vita, rimangono impressi nella nostra memoria. Se sento l’odore di pollo con peperoni, penso subito a mia nonna che me lo preparava con la polenta. Se alla radio sento una canzone dei Nirvana, immediatamente mi ricordo di quando, mio marito, me li fece conoscere, durante la nostra gioventù!

La stessa cosa vale per certe opere, ma sono i colori che rimangono fissi nel cervello fin da bambini. Sarà banale, ma sappiamo tutti che il rosso indica passione, il verde porta equilibrio, il blu dona tranquillità. Questi tre sono colori primari, ma possiamo aggiungere anche il giallo, il bianco, il nero. Quando guardiamo dei quadri astratti, gli artisti basano le loro scelte cromatiche proprio sul rapporto cervello-colore, non è che dipingono a caso!

Lo stesso vale per i nostri bambini, se ci fate caso, fin da subito, sono attirati dai colori accesi e quando imparano a fare i disegni, alcuni pennarelli sono più usati di altri.

Basandomi su queste premesse, ho cercato di informarmi maggiormente sull’argomento e ho trovato molti libri che trattano questi temi.

Ho scoperto che il nostro cervello ha delle regioni preposte ai colori, si trovano nella corteccia temporale inferiore, insieme alle zone adibite al riconoscimento delle facce. La corteccia temporale del cervello è direttamente collegata all’ippocampo, che insieme all’amigdala, gestisce le nostre emozioni. Dunque i colori creano in noi dei sentimenti, il nostro cervello elabora colori diversi e li associa ad emozioni diverse, ma come ogni cosa, molto dipende dall’umore in cui stiamo osservando l’oggetto o il dipinto in quel distinto momento.

Da qui le scelte di tantissimi artisti di arrivare a un riduzionismo dell’Arte, liberarsi dalle figure o dai paesaggi per giungere all’essenza, a linee o sfumature cromatiche che da sole inducono il nostro cervello a riflettere, valutare, lasciarsi andare a libere emozioni.

Detto tra noi, i bambini piccoli giungono primitivamente a queste considerazioni, senza bisogno di molte riflessioni… Credo che sia dovuto dal fatto che disegnare, sia innato in noi uomini, come la musica. Crescendo perdiamo queste nostre attitudini, non le sviluppiamo o comprendiamo di non essere sufficientemente talentuosi in quei campi, ma siamo nati tutti con la capacità di dipingere, suonare, ballare, essere artistici, in pratica!

mondrian

Ho trattato il tema della Semplicità sul mio blog, proprio per riuscire a spiegare come a volte, gli artisti, fondino le loro opere su di lei, cioè su un semplice colore, una semplice forma geometrica, una semplice spatolata di pittura. Personalmente mi sono quasi commossa di fronte a una gigantesca tela di Rothko, alla sua personale di Basilea, diversi anni fa. Comprendo la bellezza delle sculture di Hans Arp. Apprezzo l’essenzialità di Mondrian. Ammiro la genialità di Lucio Fontana.

Quindi, capita sovente che mi soffermi di fronte a disegni o lavori dei miei bambini, cercando di spiegare loro che per me, la loro mamma, sono davvero bravissimi e che qualsiasi cosa realizzino è sempre ben accetta. Da qui, parto con dire due parole sui grandi e fenomenali artisti contemporanei che, come loro, erano essenziali, fantasiosi, unici e magari non compresi… ma non importa cosa pensino gli altri, l’importante è divertirsi usando ogni materiale possibile a disposizione, anche solo un colore gocciolato su un foglio, come Pollock.

Poi adesso sappiamo, che forme, colori e linee sono direttamente collegate al nostro cervello e può darsi che di fronte a un quadro di Gerard Richter, senza volerlo, una strana sensazione, si insinui dentro noi.

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