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Le parole di Liliana Segre agli ex deportati di Bergamo in pellegrinaggio a Mauthausen

Il messaggio della senatrice a vita, sopravvissuta ad Auschwitz, ai partecipanti al Viaggio della Memoria organizzato da ANED Bergamo

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La senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta al campo di concentramento di Auschwitz (ancora recentemente insultata dai negazionisti) ha voluto mandare un messaggio ai partecipanti al Viaggio della Memoria, organizzato dall’Associazione Nazionale Ex Deportati di Bergamo con le sezioni di Sesto San Giovanni e Monza e l’associazione Ventimila Leghe, che si terrà dal 3 al 6 maggio.

Liliana Segre

Un Viaggio della Memoria che prevede la visita al Castello di Hartheim (dove venne effettuato lo sterminio dei diversamente abili) e al Memoriale del campo di concentramento di Gusen prima della manifestazione al campo di concentramento di Mauthausen, domenica 5 maggio, in occasione della cerimonia celebrativa del 74° anniversario della liberazione del campo.

“Sono contenta che molti ragazzi abbiano deciso di fare questo ‘pellegrinaggio’ – racconta la senatrice -. Lo chiamo pellegrinaggio perché la visita ai campi non deve essere presa come una gita. Chi parla di ‘gita ai lager’ dice una bestemmia. La gita si fa in posti allegri, in posti ameni, in luoghi artistici. Questi sono luoghi della memoria, luoghi in cui persone, o perché hanno fatto un’eroica scelta politica o perché sono state vittime del genocidio, per la colpa di esser nati, sono morti, hanno sofferto, miracolosamente a volte sono tornati, colpiti nella mente e nel fisico e non hanno potuto mai dimenticare. I ragazzi che decidono di scegliere di fare la visita ai campi, sono ragazzi meravigliosi e io li vorrei abbracciare uno per uno, io che sono una nonna ideale dei ragazzi che hanno il cuore e la mente libera, che liberamente scelgono di fare questo pellegrinaggio che li arricchirà spiritualmente, che li farà pensare”.

“Liliana Segre ci ha lasciato un messaggio per affrontare al meglio questo viaggio” – spiega Leonardo Zanchi, vicepresidente dell’ANED Bergamo. “È il primo anno che lo proponiamo, per poter visitare luoghi che hanno segnato drammaticamente il Novecento ed anche per sentire testimonianze di figli e nipoti di deportati, invitati a portare il proprio ricordo. Un ricordo che ha ancora più valore in questi anni, quando i testimoni diretti sono ormai pochi. Come ANED Bergamo, inoltre, vogliamo ricordare anche gli oltre 800 deportati politici che, dopo essere stati detenuti nella Caserma Montelungo, furono deportati nel campo di sterminio di Mauthausen dal binario 1 della stazione di Bergamo”.

Un viaggio che i partecipanti dovranno affrontare “con mente e cuore liberi”, capaci di seguire anche “una piccola richiesta” espressa dalla senatrice: “rivolgo ai partecipanti questa piccolissima richiesta: dopo la visita, state un momento in silenzio. Non ci sono parole per dire l’indicibile, in quei momenti è bello stare da soli con la propria coscienza”.

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