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Tav, Palazzo Chigi annuncia il rinvio; Violi: “L’interesse degli italiani prima di tutto”

Conte: "Il progetto va ridiscusso integralmente". Il consigliere regionale bergamasco: "Bene il passo indietro di Salvini"

Disco rosso (almeno per ora) ai bandi sulla Tav. Da Palazzo Chigi arriva la voce che si va verso un rinvio per la Torino-Lione. Quindi, anche per l’avvio dei bandi inizialmente previsto per lunedì 11 marzo.

Non è bastata dunque la clausola di dissolvenza che avrebbe permesso di bloccare i bandi in futuro – come prevista nella lettera spedita da Telt (la società italo-francese incaricata di realizzare la Torino-Lione) al ministro dei Trasporti Danilo Toninelli il 18 dicembre – a convincere per ora Palazzo Chigi al via. La lettera ricevuta da Telt stoppa l’approvazione di avvisi per la costruzione del tunnel di base della Tav.

“Ho chiarito – ha commentato il premier Giuseppe Conte – che questo Governo e le forze politiche che lo sostengono si sono impegnati a ‘ridiscutere integralmente’ questo progetto e che abbiamo intenzione di interloquire con la Francia e con l’Unione europea alla luce delle più recenti analisi costi-benefici da noi acquisite. Ovviamente non vogliamo che nel frattempo si perdano i finanziamenti europei già stanziati”.

Sulla questione è intervenuto anche il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Dario Violi: “Bene il passo indietro di Salvini sulla Tav, lo avevamo chiesto poche ore fa – è la dichiarazione di Violi -. L’interesse degli italiani viene prima di tutto. Questo governo sta facendo molto, deve andare avanti e realizzare il contratto di governo. Il prossimo punto sarà l’autonomia”.

Niccolò Carretta (Lombardi Civici Europeisti e Coordinatore Lista Gori): “Il patetico balletto sulla Tav rappresenta perfettamente la volontà e gli obiettivi di questo Governo, nato sulla base di meri interessi elettorali: Lega e 5 stelle stanno pensando solo ed esclusivamente al voto di maggio e tutto questo si sta trasformando in un braccio di ferro inutile e dannoso per l’Italia e per gli italiani che, alla fine, pagheranno il conto”.

“Ormai – continua Carretta – è chiaro a tutti come le Regioni e le città produttive del Nord d’Italia siano state completamente abbandonate: questo sta producendo effetti negativi sull’economia rendendo il nostro paese sempre più debole e ridicolizzato sia in Europa sia nel mondo: gli italiani meritano di meglio”.

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