A mantova

Come un foglio di carta bianca, così Recodi realizza il pavimento della “fabbrica sospesa” di Nervi fotogallery

La Recodi, società di Palosco, ha realizzato due tipi di pavimenti per la "fabbrica sospesa" di Nervi a Mantova, che ospita una cartiera della Pro-Gest

Come un foglio di carta bianca. Non poteva essere che così il pavimento della “fabbrica sospesa”, progettata nel 1961 a Mantova dal maestro dell’architettura moderna Pierluigi Nervi e destinata da subito ad ospitare una cartiera. Un pavimento realizzato, nel recupero del sito produttivo, dall’azienda bergamasca Recodi di Palosco specializzata in pavimenti industriali.

Due gli interventi di Recodi realizzati per Pro-Gest, il gruppo leader in Italia e in Europa nella produzione integrata verticalmente di carta, cartone, imballi e packaging, che ha acquisito la struttura e voluto la sua rigenerazione. Il primo è un rivestimento in resina industriale di circa 9mila metri quadri, color bianco con un effetto glitter, per la parte dedicata alla produzione, il cuore vero e proprio della fabbrica. Il secondo lotto, grazie ai macchinari ad elevata tecnologia come la Laser Screed, ha interessato la realizzazione della pavimentazione in calcestruzzo senza giunti del magazzino.

LA RIGENERAZIONE, IL PROGETTO AMBIZIOSO DI PRO-GEST
Questo edificio, progettato nel 1961 da Pierluigi Nervi, già Cartiera Burgo fino alla chiusura nel 2013, torna alla vita grazie all’acquisto nel 2015 da parte del Gruppo Pro-Gest, azienda di proprietà della famiglia Zago, leader nel mercato cartario.
“Costruire edifici con queste volumetrie oggi in Italia è quasi impossibile, quando ci siamo trovati di fronte questa fabbrica abbandonata abbiamo intravisto la possibilità di recuperarla e riportarla alla sua iniziale vocazione: produrre carta” afferma Francesco Zago, direttore generale della Pro-Gest.
L’edificio è un bene nazionale e sottoposto ad una serie di vincoli delle Belle Arti. Dopo tre anni di analisi, studi e progetti, nell’estate 2018 l’avvio dei lavori per riportare questa “nave” industriale nei mari della produzione. La Pro-Gest investe circa 250 milioni di euro e punta a recuperare ogni singolo aspetto architettonico pensato dal maestro Nervi in una contemporaneità industriale.

“Il nostro obiettivo può sembrare ambizioso, ma vogliamo riavviare una cartiera che sia competitiva sul mercato europeo diventando benchmark di nuovi standard produttivi e ambientali. Un vero esempio di economia circolare, dove tutta l’energia viene recuperata e utilizzata per non disperdere nulla nell’ambiente – prosegue Francesco Zago -. L’acqua calda viene riconvertita per la climatizzazione della cartiera, abbiamo 11 cambi d’aria e 50 cilindri per il vapore della macchina. Qui abbiamo installato una macchina lunga 180 metri, larga otto, di fabbricazione finlandese. Una macchina così poteva essere produttiva solo in un edificio come questo che misura 300 metri di sola lunghezza”. All’esterno sono state ripulite e portate alla loro iniziale funzione anche le due vasche per raffreddare l’acqua calda utilizzata nella produzione”. 

 “Fabbrica sospesa” Guarda il video 

“È il progetto più importante su cui abbiamo investito e per questo abbiamo voluto solo il meglio – aggiunge Francesco Zago –. La nuova Cartiera di Mantova sarà un impianto di ultima generazione sia dal punto di vista produttivo che ambientale. Ci siamo rivolti a Recodi perché la riteniamo un’azienda leader nel settore in grado di rispondere alle nostre specifiche esigenze e di rispettare le caratteristiche un impianto così prestigioso”.

LE PAVIMENTAZIONI DI RECODI
Tra gli esperti interpellati per i lavori di rigenerazione della “super cartiera d’Europa” attraverso un progetto caratterizzato – oggi come ieri – dall’innovazione tecnologica e da una particolare sensibilità all’ambiente e all’edificio preesistente, non stupisce la presenza di Recodi, l’azienda bergamasca con sede a Palosco, specializzata da oltre 50 anni nella progettazione e realizzazione di pavimentazioni industriali di alta gamma. Vocata alla ricerca e innovazione nella progettazione e nei materiali, a un “saper fare” costruito nel tempo e sempre aperto al cambiamento, Recodi abitualmente realizza pavimenti industriali sia per nuovi siti industriali e logistici, sia per interventi di ripristino e rigenerazione.

“Il cantiere di Pro-Gest ci ha attratto per la sfida composita di coniugare diverse esigenze viste le differenti aree interessate. Manutenzione minima della pavimentazione e resistenza all’elevato transito di carrelli, facilità di pulizia, luminosità e resistenza ai raggi UV, resistenza alle alte temperature nell’area adiacente ai macchinari. Abbiamo lavorato per Pro-Gest a questo prestigioso e impegnativo progetto applicando con soddisfazione il nostro know how: ad esempio pavimenti con pochi giunti per garantire una manutenzione minima a lungo termine, o finitura poliuretanica per aumentare la resistenza all’esposizione ai raggi uv filtranti attraverso le enormi pareti a vetro, o addirittura glitter nel rivestimento resinoso per un impatto estetico in aree spesso esposte a visitatori esterni” afferma Paolo Torri, direttore amministrativo di Recodi.

Recodi è intervenuta sia per effettuare il rivestimento in resina di diverse aree sia per realizzare la pavimentazione industriale in calcestruzzo senza giunti nell’area magazzino. I lavori sono iniziati nell’aprile 2018 e sono stati terminati a luglio della scorsa estate.

“La Pro-Gest ci ha chiamato perché un cliente per il quale avevamo già lavorato ci ha presentati, segno che il miglior biglietto da visita sono i nostri lavori – continua Torri -. La realizzazione del rivestimento resinoso ha interessato diverse aree per un totale di circa 9 mila metri quadrati. Oltre all’esigenza di resistere alle sollecitazioni del transito dei carrelli, la produzione di materiali per il settore cartario impone che la pulizia della superficie sia agevole ed efficace, che vi sia una forte luminosità della pavimentazione. Perciò per le aree “pulper”, “umida”, “secca”, “lato trazione” e “piano terra” si è optato per un rivestimento multistrato Recosint RV con ulteriore aggiunta di glitter decorativi e di finitura poliuretanica lucida trasparente”.

Che caratteristiche ha questa resina?
“Ha ottime caratteristiche meccaniche unite a resistenza all’abrasione, questi sono i tratti dominanti del rivestimento epossidico a basso spessore Recosint RV, resistente anche alle aggressioni degli agenti chimici. Questa soluzione è inoltre molto versatile e ciò si è visto per esempio nello stadio di finitura della pavimentazione. La superficie è stata resa in alcuni punti antisdrucciolo – dove necessitava maggior sicurezza nelle aree di lavoro – applicando resina epossidica lucida e finitura poliuretanica lucida colorata con aggiunta di aggregati minerali; mentre è stata lasciata liscia, dove opportuno facilitare la pulizia”.

Una scelta felice che valorizza l’intera struttura industriale dotata di grandi vetrate.
“Sì, la scelta della finitura poliuretanica consente anche una resistenza all’esposizione ai raggi UV prodotti dalla luce solare filtrante dalle enormi pareti a vetro – continua Paolo Torri di Recodi -. Mentre i glitter sono stati applicati tramite spolvero al rivestimento resinoso per aumentare l’impatto estetico della pavimentazione di queste aree spesso visitate da clienti e che rende molto bello il pavimento”.

C’è un secondo intervento che ha interessato il magazzino. Un’area importante per estensione e per la soluzione che avete adottato. Ci può spiegare come siete intervenuti?
“La realizzazione del pavimento in calcestruzzo ha interessato un’area di circa 7.200 metri quadrati – risponde Torri -. La richiesta di Pro-Gest è stata quella di un pavimento resistente all’elevato traffico di carrelli elevatori, che richiedesse manutenzione minima e garantisse sicurezza per il trasposto e lo stoccaggio delle pesanti bobine di carta. Per la realizzazione della pavimentazione in calcestruzzo senza giunti del magazzino sono stati utilizzati macchinari ad elevata tecnologia come la Laser Screed, per la posa del calcestruzzo, che consente di eseguire pavimentazioni con ampie campiture (superfici dai 1.000 ai 2.500 metri quadri giornalieri) e limita il numero di giunti di costruzione con conseguente riduzione della manutenzione. Altri vantaggi sono legati alla diminuzione dei tempi di posa e quindi delle giornate lavorative e la maggior resistenza della pavimentazione grazie all’impiego di un calcestruzzo con minor rapporto acqua-cemento”.

Che cosa caratterizza questa nuova tecnologia?
“La tecnologia Laser Screed è stata necessaria per la realizzazione di pavimenti senza giunti Recoless. Normalmente i giunti rappresentano il punto debole di una pavimentazione e, se sottoposti a traffico intenso, possono sbrecciarsi ed interferire con la viabilità rappresentando un pericolo per gli addetti ai lavori. I pavimenti senza giunti Recoless garantiscono quindi elevata resistenza e sicurezza nelle movimentazioni e al tempo stesso una diminuzione delle spese di manutenzione (della pavimentazione stessa e dei carrelli elevatori, che sono sottoposti a minori sollecitazioni). La soluzione Recoless viene progettata con l’impiego di adeguate armature e di una miscela di calcestruzzo formulata accuratamente”.

PER SAPERNE DI PIU’:
Pro-Gest
Nato nel 1973, il Gruppo Pro-Gest conta oggi 21 aziende operative in 7 regioni italiane risultando così uno dei gruppi italiani in maggiore espansione. L’intero ciclo produttivo, che coinvolge tutte le Aziende del Gruppo, inizia all’interno delle piattaforme di raccolta per il macero e nelle cartiere dove, attraverso il riciclo della carta e della fibra di cellulosa, vengono prodotti milioni di metri quadri di carta ogni giorno. Negli ultimi anni la filiera Pro-Gest si è estesa infatti anche alla raccolta della carta da macero, grazie all’apertura di piattaforme in Veneto, in Emilia Romagna e presso le Cartiere del Gruppo. (www.progestspa.com)

Recodi
Specializzata nella progettazione e realizzazione di pavimentazioni industriali ad elevato coefficiente di tecnologia, dal 1967 Recodi opera nel settore sul mercato italiano ed internazionale in Paesi quali Svizzera, Slovenia, Germania, Ungheria, Regno Unito, Arabia Saudita, Iran, Russia, Polonia, USA. (www.recodi.it)

La “fabbrica sospesa” di Pier Luigi Nervi
L’edificio progettato a Mantova da Pier Luigi Nervi per il produttore piemontese di carta Burgo, rappresenta un caso senza dubbio singolare divenendo subito un’icona nella risoluzione di un problema funzionale complesso: avere un unico ambiente lungo 300 metri, caratterizzato da una facciata libera di 250 metri, in cui collocare la macchina per la produzione della carta. Il risultato ottenuto è quello di un’architettura singolare in grado di risolvere pienamente le esigenze di funzionalità della committenza con un esito di grande forza che si staglia nettamente nel panorama padano circostante.
“Il risultato – scrivono Cristiana Chiorino e Alberto Bologna – è sorprendente sia in termini di espressività architettonica sia per quanto concerne la funzionalità dell’edificio progettato: la leggerezza del curtain wall sostenuta dai poderosi ma, allo stesso tempo, slanciati cavalletti in calcestruzzo armato, consente dal di fuori di cogliere il ciclo produttivo della carta che, con la realizzazione di questo impianto, fece aumentare, dal 1963 al 1964, del 10,42% i vagoni di carta venduta”.

La megastruttura della Burgo resterà un unicum nei progetti di Nervi. Se l’immagine finale è il frutto di una sperimentazione formale rimasta un caso isolato nella produzione architettonica dell’ingegnere, il procedimento per la sua realizzazione invece ne riassume il suo percorso di costruttore: le forme a terra degli elementi prefabbricati, i casseri a perdere e i solai a nervature a ponteggio mobile sono la sintesi di un pensiero costruttivo caratterizzato da razionalità, praticità e intelligenza organizzativa.

Oggi il recupero dell’edificio da parte di Pro-Gest è una vera e propria rigenerazione di questo contenitore che torna alla vita mantenendo le specificità di sito produttivo esemplare nel panorama dell’industria cartaria e valorizzando l intuizioni di Nervi di settant’anni fa.

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