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Monte di Nese, realizzati cinque specchi d'acqua per la tutela della fauna anfibia - BergamoNews
Alzano lombardo

Monte di Nese, realizzati cinque specchi d’acqua per la tutela della fauna anfibia

L'intervento, inserito nel progetto "Arco Verde" ideato dalla Provincia di Bergamo e finanziato dalla Fondazione Cariplo, permetterà di favorire la sopravvivenza di alcune rare specie acquatiche

A distanza di alcuni mesi dall’inizio dei primi lavori, prosegue gli interventi per la realizzazione del progetto “Arco Verde”.

Il piano, ideato dalla Provincia di Bergamo e finanziato dalla Fondazione Cariplo, prevede la riqualificazione ecologica di un corridoio di oltre 35 chilometri nell’Alta pianura bergamasca che colleghi in continuità i corsi dei fiumi Adda, Brembo, Serio e Oglio, mettendoli in connessione dal punto di vista ecologico con l’obiettivo di salvaguardare la biodiversità e in particolare la fauna.

Uno delle prime azioni completati è stata la creazione di cinque specchi d’acqua a bassa profondità nell’area del Monte di Nese, specchi che permetteranno di favorire la sopravvivenza di rare specie acquatiche (fauna e flora) legate allo sviluppo di ambienti d’acqua stagnante.

Posti lungo la dorsale che dal valico della Forcella di Monte di Nese si estende verso la località “Spiazzi” sotto la cima Filaressa, quattro di essi sono stati collocati all’interno dei sedimi di vecchie pozze d’abbeverata ormai in asciutta e impermeabilizzati con teli in EPDM, mentre un quinto è stato realizzato ex novo con fondo in argilla, così da rispecchiare fedelmente l’antica tecnica costruttiva.

Alimentati unicamente da acque meteoriche e di dilavamento superficiale opportunamente indirizzate tramite la realizzazione di alcuni piccoli fossati, gli stagni permetteranno di favorire la presenza di alcune specie di anfibi come la salamandra comune, il tritone crestato, l’ululone dal ventre giallo (raro e localizzato a forte rischio di estinzione locale), la rana montana e rospo comune, ma anche quella di rettili come la biscia dal collare, uccelli come il biancone e l’averla piccola e un ampio spettro di invertebrati (odonati e macro invertebrati acquatici).

“Anche se questo intervento può sembrare una goccia nel mare per cercare di salvare una situazione di frammentazione ambientale, al contrario, bisogna evitare che una goccia faccia traboccare il vaso”, commenta il consigliere provinciale delegato all’ambiente  Marco Redolfi – ‘Arco Verde’ rende concreta l’attività di salvaguardia ambientale. Il progetto ha centrato in pieno l’obbiettivo della salvaguardia e della ricucitura di un contesto territoriale che si estende lungo 35 chilometri nell’alta pianura bergamasca e che presenta grandi fragilità”.

“Si tratta di luogo molto visitato dagli alzanesi e grazie a questo intervento permette di recuperare quelle pozze d’abbeverata che un tempo permettevano alle mucche al pascolo di abbeverarsi e oggi hanno un significato diverso, complementare: quello di ripopolare con la fauna anfibia queste zone e di garantire la presenza di acqua alle numerose specie selvatiche qui presenti – sottolinea il sindaco di Alzano Lombardo Camillo Bertocchi -. Questo è anche un luogo fondamentale per la storia di Alzano e della Bergamasca perché questo era un punto toccato dalla via Mercatorum dove transitavano un grande numero di uomini e di interessi commerciali che tuttavia ha saputo mantenere questa bellezza e integrità”.

Fra le operazioni di tutela ambientale completate  vi è anche la creazione di nuove aree umide artificiali lungo un canale ENEL dismesso nell’area di Ubiale Clanezzo e Strozza, mentre nei prossimi giorni prenderanno il via gli interventi di riqualificazione ecologica di alcuni torrenti e l’installazione di dissuasori ottici e acustici inseriti nel progetto “Arco Verde”.

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