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Delitto di Gorlago, ecco i gravi indizi su Chiara Alessandri - BergamoNews
Il riesame

Delitto di Gorlago, ecco i gravi indizi su Chiara Alessandri

No alla scarcerazione. Respinta anche la richiesta gli atti dell'indagine a Bergamo

Nuovi sviluppi sul delitto di Gorlago. In dieci pagine il Tribunale del Riesame di Brescia ha motivato la decisione per la quale, dopo l’udienza del 12 febbraio, ha respinto la richiesta dell’avvocato Gianfranco Ceci di concedere gli arresti domiciliari a Chiara Alessandri, al fine di poter seguire i tre figli piccoli. Respinta anche la richiesta gli atti dell’indagine a Bergamo: Stefania Crotti è morta ad Adro e quindi la competenza dell’inchiesta rimane alla Procura di Brescia.

Chiara Alessandri è attualmente detenuta nel carcere bresciano di Verziano con l’accusa di avere ucciso la moglie dell’uomo con cui aveva avuto una breve relazione. L’ha colpita per quattro volte alla testa, con un martello, ma quando ha appiccato il fuoco Stefania Crotti era ancora viva. E ha respirato fumo, come svelato dalle analisi che hanno rivelato una presenza di carbossiemoglobina (monossido di carbonio ed emoglobina all’interno dei globuli rossi) del 15 per cento. Ecco perché Adro è il luogo dove “si è compiutamente realizzata l’azione”.

Secondo il Riesame, ci sono poi i gravi indizi di colpevolezza. A partire dalle dichiarazioni di Angelo Pezzotta: l’uomo, in assoluta buona fede, acconsenti alla richiesta di Chiara Alessandri di prelevare Stefania sul luogo di lavoro e accompagnarla a casa dell’Alessandri, in via San Rocco a Gorlago per una festa a sorpresa.

A queste si sommano le intercettazioni nella caserma dei carabinieri di Bergamo. Le “copiose tracce ematiche” nel garage e sull’auto dell’arrestata. E i rilevamenti satellitari: alle 18.24 l’auto di Chiara è ferma ad Adro. In sei minuti la Alessandri scarica il corpo e gli dà fuoco. L’ora della morte è “cristallizzata” alle 18.30 sull’orologio di Stefania.

Infine, le esigenze cautelari. La difesa sosteneva la richiesta dei domiciliari con il fatto che la Alessandri è incensurata, è madre di tre bambini e socialmente inserita come presidente del coordinamento dei genitori della scuola elementare di Gorlago. È anche una donna segnata dalla sfortuna, che ha perso il padre in giovane età, esattamente come il fratello. Ma secondo i giudici del Riesame ha una “indole estremamente pericolosa”. Il ruolo sociale “non ha frenato le sue pulsioni criminose”. La cura dei bambini è assicurata dai familiari ed è  più importante la “tutela della collettività”.

“Si valuterà – è l’unico commento dell’avvocato Ceci – il ricorso alla Cassazione”.

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