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Il deposito dei libri chiuso per sciopero, librerie senza rifornimenti. Anche a Bergamo

A Pavia i lavoratori protestano per i contratti bloccati e chiedono la conferma dei precari. E i libri restano impacchettati da venerdì 1 marzo

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Un milione di volumi sono bloccati nel più grande magazzino d’Italia. Alla “Città del libro” di Stradella, a pochi chilometri da Pavia, è in atto uno sciopero che sta paralizzando il mondo dei libri di tutta Italia. Anche a Bergamo.

In quello che è il più grande magazzino logistico del Paese, dove ogni anno passano qualcosa come 96 milioni di libri, non si sta muovendo nulla da quando i 700 lavoratori della Ceva e delle cooperative logistiche in subappalto hanno incrociato le braccia per chiedere il rispetto dei contratti e la conferma dei precari: in ballo ci sono circa 200 posizioni in bilico, che rischiano di restare presto senza occupazione.

Nei piazzali del magazzino pavese i tir che trasportano i libri in tutta Italia non si vedono da venerdì 1 marzo. “E lo sciopero continuerà ad oltranza, finché ce ne sarà bisogno” informano gli organizzatori, che di mollare la presa proprio non ne vogliono sapere.

Chi pensa che lo sciopero di un magazzino di libri – per quanto grande – possa essere irrilevante si sbaglia di grosso. Il blocco della “Città del libro” sta difatti paralizzando il mondo editoriale: le case editrici stanno ritardando l’uscita delle novità (e si scusano sui siti), mentre le librerie non stanno ricevendo quello che i clienti ordinano.

La situazione è la medesima anche a Bergamo, dove i librai sono praticamente bloccati e solo in caso di urgenze cercano di muoversi percorrendo altre strade, costretti però a spese supplementari.

Come e quando si concluderà questa storia ancora nessuno lo sa: il finale di questo sciopero è ancora da scrivere.

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