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“Innuendo” sarà il punto di incontro per musicisti e artisti che fanno della bellezza una ragione d’essere. Ci sarà il pop, ci sarà, il rock, il jazz e la musica classica. Solo tanto musica.

Potenziale. È forse una delle più belle parole sul dizionario. Fa pensare ad un futuro ricco di positività, ad un presente che è germe di qualcosa che sarà a breve. I giovani sono il potenziale più prezioso per questa società, per questo mondo che non sempre va nel modo giusto. Ogni bambino che nasce, porta con sé la speranza di un miglioramento. Ogni ragazzo apre infinite possibilità di cambiamento. E se questo pazzo mondo è nelle nostre mani, è giusto avere un piccolo spazio per noi. Così è nata l’idea di una nuova rubrica: “Innuendo”, dedicata ai giovani musicisti o futuri musicisti che hanno del potenziale da vendere. Il riferimento al grande Mister Freddie Mercury è palese. Non così evidenti sono le ragioni di fondo.

Per me la musica è vita: c’è nei momenti felici, c’è in quelli tristi. C’è e ci sarà sempre. È fondamentale che sia sana, di qualità e soprattutto libera. La musica, come l’arte, è svincolata da ogni classificazione di razza, di sesso, di nazionalità. È un’entità totalizzante, non categorizzabile. In altre parole, la musica è cosa sacra.

Non dovrebbe essere oggetto di propaganda politica, ma – ahimè – accade anche questo. Sanremo 2019: vincitore è un ragazzo, Alessandro, in arte Mahmood. La notizia di questa vittoria sarebbe potuta arrivare in due modi. Il primo: un ragazzo italiano, un bellissimo mix della natura sardo-egiziano, vince il festival con una bella canzone. Un giovane – che ha faticato per arrivare fin dove è arrivato – eletto primo classificato.

Non è andata così. La questione ha alimentato polemiche su polemiche. Sterili discussioni al limite del ridicolo. Ecco che pochi giorni dopo arriva una inaspettata quanto assurda proposta di legge. In radio una canzone su tre deve essere italiana, più spazio ai prodotti nostrani, più spazio alle nuove promesse. Senza alimentare ulteriormente la diatriba, (mi prendo la responsabilità di quanto scrivo) mi trovo basita che la proposta arrivi proprio da voci del mondo della radio, proprio quel mondo che si rifiuta di passare pezzi superiori alla durata di tre minuti e mezzo. Come se fosse giusto comprimere la musica in tot secondi. Il nostro Antonio Vivaldi o il mitico Beethoven avrebbero la nausea perenne, se fossero ancora tra noi. Quelle stesse radio che non passano più De Andrè, Guccini, Tenco, Graziani e altri grandi della musica italiana.

Parliamo poi della volontà di dare più spazio ai giovani. BGY è nato proprio per questo. Ma se c’è una cosa che non si può tollerare è che musica e ragazzi siano il pretesto per velare una propaganda palesemente sovranista. Per queste ragioni la rubrica si chiamerà “Innuendo”, insinuazione. Per ricordarci che un ragazzo di nome Farrokh Bulsara, noto al pianeta come Freddie Mercury, nato in Tanzania, da genitori appartenenti all’etnia parsi, ha cambiato la storia del rock e del pop. Anzi, ha fatto molto di più, ha avuto il coraggio di mostrarsi al mondo per quello che era veramente. Senza veli, senza paure.

“Innuendo” sarà il punto di incontro per musicisti e artisti che fanno della bellezza una ragione d’essere. Ci sarà il pop, ci sarà, il rock, il jazz e la musica classica. Solo tanto musica. Nient’altro. Quindi, sei un giovane musicista che vuole mostrare al mondo il suo talento? Questa rubrica è per te, scrivici a (redazione@bgyoung.it).Ti aspettiamo!

“…While we live according to race, colour or creed

While we rule by blind madness and pure greed

Our lives dictated by tradition, superstition, false religion

Through the eons and on and on

Oh, yes, we’ll keep on trying, yeah

We’ll tread that fine line

Oh oh we’ll keep on trying

Till the end of time

Till the end of time…”

Finché ci saranno la guerra, l’odio, il razzismo, continueremo a provare. Proveremo a camminare su quel filo sottile. Fino alla fine dei tempi.