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Gosens vuole volare: “La Champions un sogno, ma ora voglio vincere la Coppa Italia”

L'esterno tedesco: "Il quarto posto è ancora possibile, anche se complicato. Priorità ad andare in finale per vincere"

Robin Gosens ha una dote speciale: quando viene chiamato in campo ritorna pronto e carico come se avesse appena finito di giocare nell’ultima partita. Così domenica scorsa anche contro la Fiorentina, eppure pochi giorni prima, a Firenze per la semifinale di Coppa Italia, non era nemmeno in panchina.

Allo Store di via Tiraboschi sono tanti in fila ad aspettare il momento della firma-maglie e del selfie con l’esterno tedesco, prima però spazio all’intervista. In italiano, ormai Robin non ha problemi: “Ho imparato, ho capito che sarebbe stato molto più utile anche per migliorare e capire come devo giocare”, spiega.

Si ritorna a parlare del 3-1 sulla Fiorentina. Che significato ha? “Una vittoria importantissima, siamo tutti contenti. Era fondamentale dare un segnale, vogliamo anche noi l’Europa League e siamo felici per questo risultato e per la prestazione”.

È migliorato anche Gosens… Sorride: “Sono arrivato due anni fa e con l’aiuto del mister e della squadra sono cresciuto”.

Domenica sarà un’altra prova per l’Europa? “Sicuramente con la Samp sarà un altro scontro diretto che vorremmo vincere. Se basterà il pareggio? Mah, io non mi accontento, voglio vincere tutte le partite”.

Ci sarà però il capocannoniere della Serie A, non lo temete? “È vero che Quagliarella è in una forma straordinaria, ma noi non abbiamo paura di nessuno”.

Il lavoro degli esterni è spesso massacrante, su che cosa insiste in particolare Gasperini? “Devo lavorare soprattutto sugli inserimenti: a me piace molto andare all’attacco, però devo stare anche attento al mio avversario e quindi devo coprire bene la fascia”.

Chissà quante volte si è rivisto il gol alla Fiorentina. O era più bello quello a Verona contro il Chievo? “I gol sono tutti belli, poi mi succede così raramente che quando segno me lo vado a rivedere più volte nei filmati della partita”.

Pensa qualche volta alla Nazionale? Le è arrivato qualche segnale per cui potrebbe essere chiamato? Sospira: “Messaggi no, solo i miei amici me lo dicono”, ride. “Comunque è un obiettivo, anche se so che devo lavorare ancora per arrivarci”.

Ha visto l’Ajax che ha dato una lezione al Real Madrid: qualcuno ha paragonato gli olandesi anche all’Atalanta, lei che ha giocato in quel campionato cosa pensa? “L’Ajax ha fatto una partita incredibile e… sì, qualcosa in comune abbiamo, soprattutto il modo di fare pressione sull’avversario. Per altre ragioni sono diversi, loro giocano a quattro”.

Coppa Italia, Europa, magari la Champions… dove potete arrivare? “Sarei fuori di testa se non dicessi che vogliamo la finale di Coppa Italia e vincerla. E vincere però anche in campionato. La Champions? Ci sono dodici partite ancora, noi vogliamo vincere ma quello è un traguardo un po’ più complicato, già la corsa all’Europa League non è facile, non puoi sbagliare un colpo”.

Se chiamasse il Borussia Dortmund cosa risponderebbe? “Ah, intanto che io sono tifoso dello Schalke… e comunque a Bergamo sono felicissimo: non esistono in Germania tante squadre più forti dell’Atalanta…”.

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