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Bergamo spopola negli Usa: dall’ambasciatore Donizetti a Botticelli e Moroni fotogallery

Da "La fille du régiment” di Gaetano Donizetti al MET Opera di New York alla mostra dedicata al Moroni alla Frick Collection, passando da Boston con le opere di Botticelli presenti all'Accademia Carrara

Bergamo sta vivendo un momento particolarmente felice, almeno a giudicare dalla densità di occasioni cosmopolite che in qualche modo la riguardano, complici Donizetti – il più importante ambasciatore della città nel mondo – i tesori dei musei cittadini e una nuova volontà di costruire reti e accordi internazionali: così appare se, durante un viaggio negli Stati Uniti ci si sente a casa in tre occasioni, che diventano cinque considerando anche la partenza dall’Italia e il rientro nella propria città natale.

Decollando da Roma non si può mancare il debutto di una nuova produzione del Teatro dell’Opera capitolino: “Anna Bolena”, titolo fra i più amati di Donizetti, che conquista pubblico e critica grazie a un gruppo di artisti legati a doppio filo con Bergamo e col festival dedicato al compositore orobico: il direttore d’orchestra Riccardo Frizza (direttore musicale del DO), il basso Alex Esposito e il soprano Carmela Remigio, ben noti al pubblico del Teatro che presto riaprirà in Città Bassa e del Sociale.

Atterrati a Boston, si va a visitare subito la casa museo più bella della città dove, nell’ala moderna progettata da Renzo Piano dell’Isabella Stewart Gardner Museum di Boston, si ammirano ricomposte – dopo il periodo di esposizione all’Accademia Carrara – le spalliere con le Storie di Lucrezia e Virginia dipinte da Botticelli, affiancate ai disegni di Karl Stevens (Graphic novelist del «New Yorker») e ad alcune altre opere provenienti dagli Uffizi, dalla National Gallery e dal Metropolitan Museum, per un percorso “Heroines + Heroes” che sino al 19 maggio crea connessioni trovando nelle storie del passato esempi per il ruolo della donna oggi.

Qualche giorno a New York prima di ripartire e alla prestigiosa Frick Collection – istituzione culturale di riferimento di quell’isola felice del mondo che è la Upper East Side di Manhattan – c’è una monografica dedicata ai ritratti di Moroni (“The Riches of Renaissance Portraiture”, fino al 2 giugno), in cui fanno bella mostra anche ben cinque tele provenienti da Bergamo (dalla Carrara e dalla Fondazione Museo di Palazzo Moroni), valorizzate da una esposizione resa ancor più bella dall’abbinamento con una serie di oggetti preziosi (un ventaglio, libri, tessuti, oggetti d’uso, etc) simili a quelli che il pittore rinascimentale inserì nei suoi dipinti.

Fa un certo effetto vedere sui quotidiani, nelle affissioni, sui bus, la promozione di questi appuntamenti e accorgersi che, durante la visita, sono in molti quelli che cercano sullo smartphone il nome Bergamo per saperne di più, vedere dov’è, conoscerla.

Restando a New York, si attraversa il Central Park e si va alla Met Opera – tempio della lirica statunitense, macchina lussuosa che può permettersi spettacoli diversi ogni giorno e grandi stelle, da Placido Domingo a Anna Netrebko – dove è in scena uno dei titoli più celebri di Donizetti, “La fille du régiment”: sette repliche (con live in più di 2.200 cinema di tutto il mondo, streaming radio e sul sito del Met) con un pubblico entusiasta che ha partecipato, riso e applaudito soprattutto la star del momento, Javier Camarena “costretto” a bissare – sulle orme di Pavarotti e Florez – la terribile aria “dei nove Do”. Incontrato nei camerini dopo una delle repliche, il tenore messicano ha stretto commosso la t-shirt gialla del Donizetti Opera e confermato ufficialmente che nei prossimi anni sarà a Bergamo per il festival firmato da Francesco Micheli, con una serie di impegni insieme all’amico Riccardo Frizza.

Il viaggio Italia-USA e ritorno si conclude a Palermo, dove al Teatro Massimo è andato in scena un altro dei capolavori del compositore bergamasco, “La favorite”. Anche qui – in una città che ospitò il giovanissimo Gaetano come direttore del Teatro Carolino – si sceglie di presentare il dettato donizettiano nel modo più giusto, usando l’edizione critica nazionale edita da Ricordi in collaborazione con la Fondazione Donizetti e il Comune di Bergamo, e con un cast di in cui si distinguono Sonia Ganassi – ospite del festival orobico nel 2018 – John Osborn e Francesco Lanzillotta sul podio, questi ultimi già applauditi la scorsa estate allo Sferisterio di Macerata in una edizione esemplare dell’“Elisir d’amore”.

Non si contano gli apprezzamenti per queste recenti produzioni delle opere donizettiane sulla stampa e sui social, in cui gli appassionati e i critici fanno riferimento a una tanto attesa “Donizetti Renaissance” che finalmente è partita grazie alla spinta propulsiva dal festival cittadino.

Bergamo, città nota e apprezzata per la sua discrezione e la compostezza, sta così vivendo un periodo di sana esposizione mediatica, che può diventare una bella consuetudine attraverso la forza comunicativa della musica di Donizetti e dei tanti beni artistici per troppo tempo nascosti o poco valorizzati.

The Riches of Renaissance Portraiture; photo: Michael Bodycomb

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