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Manca l’interprete, processo rischia di saltare: “reclutato” cinese trovato per strada

Si tratta di un cameriere di un ristorante di Nembro trovato sul Sentierone, che non voleva nemmeno essere pagato

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Quando ha capito che rischiava di saltare il processo, il giudice ha aguzzato l’ingenio e ha trovato una soluzione originale per sopperire alla carenza di traduttori, “reclutando” un ragazzo cinese preso per strada. Il curioso episodio è andato in scena lunedì 4 marzo al tribunale di via Borfuro a Bergamo.

I tre interpreti iscritti nelle liste del palazzo di giustizia avevano altri impegni e non erano disponibili. Un intoppo che rischiava di mandare all’aria il procedimento per direttissima nei confronti di due cittadini cinesi che parlavano solo la loro lingua, e la relativa convalida dell’arresto. Erano finiti in manette sabato all’aeroporto Il Caravaggio di Orio al Serio, mentre si stavano imbarcando per un volo diretto a Dublino, perchè trovati in possesso entrambi di un passaporto che era stato falsificato.

A questo punto, il giudice Andrea Guadagnino ha incaricato un agente della Polaria che aveva accompagnato gli arrestati in aula di uscire per cercare e “reclutare” come interprete un immigrato cinese qualsiasi.

Il poliziotto si è recato allora sul Sentierone, a due passi dal tribunale, il “cuore” del centro, all’affannata ricerca di un cittadino orientale. Ed è stato fortunato. Dopo pochi minuti, infatti, si è imbattuto in un giovane cinese, un ragazzo di 26 anni, che lavora come cameriere in un ristorante di Nembro, che si stava recando in banca.

Dopo un primo momento di smarrimento, il 26enne ha compreso le ragioni dell’agente e l’ha seguito in via Borfuro, dove poco dopo è iniziato il processo.

Il giudice, sia prima dell’udienza che al termine del dibattimento, ha ringraziato il cameriere per il prezioso aiuto e lo ha convinto a firmare il documento che dà diritto agli interpreti di ottenere 58 euro per il lavoro svolto: non ne voleva sapere di essere pagato, sostenendo di aver svolto malamente il suo compito di interprete.

Per la cronaca, l’arresto dei cittadini cinesi, 48 e 23 anni, è stato convalidato e i due, entrambi incensurati sono stati rimessi in libertà. Hanno ammesso di aver ricevuto il documento falso a Roma, ma non hanno saputo indicare le generalità del falsario. Il giudice ha già dato il proprio benestare alla richiesta avanzata dal difensore degli imputati, l’avvocato Piero Pasini, di patteggiare una pena a 1 anno e 4 mesi. La sentenza verrà pronunciata l’11 marzo.

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