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Francesco, da Bergamo alla Milano Fashion Week con un look “paparazzato” amato da tutti

In occasione della Milano Fashion Week, Francesco è stato paparazzato per le strade milanesi con un look pazzesco, che ha conquistato tutti, appassionati di moda e non, perché “moda significa seguire la propria pazzia”, afferma il giovane.

Francesco Patelli ha vent’anni e una grande passione per la moda perché “parlerei tutto il giorno solo e soltanto di abbigliamento”, confessa.
Residente a Torre Boldone, in provincia di Bergamo, Francesco studia a Milano presso l’Accademia del Lusso di moda e design, dove frequenta il corso di styling e lavora part-time presso il bar dell’Esselunga a Stezzano.
In occasione della Milano Fashion Week, che si è conclusa lo scorso 25 febbraio, Francesco è stato paparazzato per le strade milanesi con un look pazzesco, che ha conquistato tutti, appassionati di moda e non, perché “moda significa seguire la propria pazzia”, afferma il giovane.
Noi di BGY, l’abbiamo intervistato.


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Ciao Francesco! Quali sono le tue passioni?
Ho varie passioni: prima fra tutte quella per i vestiti, sono un grande appassionato, e ossessionato, di moda. Poi, mi piace la musica, ascolto un po’ di tutto, ma il mio genere preferito è il rap ed Emis Killa è il mio cantante preferito.

Come e quando è nata la tua passione per la moda?
Il mio interesse per la moda è nato poco tempo fa, quando ero in quarta superiore. Mi piaceva vestirmi con giacca e cravatta per andare a scuola, mi distinguevo dagli altri, per esempio perché indossavo spesso le bretelle. Pensate che, uscito da scuola, appena arrivavo a casa, prima di studiare, mi preparavo già il look per il giorno dopo.

Perché curi così tanto l’aspetto estetico?
Mi sento una persona fine ed elegante in generale, e mi piace mostrare quest’aspetto di me prima di tutto con i vestiti e con l’estetica.

Cosa significa per te seguire la moda?
“Seguire la moda” è una frase parzialmente giusta, secondo me, perché credo che l’abbigliamento che indossi debba mettere in risalto la tua personalità e il tuo carattere e quindi non si dovrebbe seguire nessuno, tantomeno imitare qualcuno, se non se stessi e la propria identità. Seguire la moda significa seguire chi siamo veramente, ascoltarci.

Hai un modello a cui ti ispiri?
Sinceramente non ho un modello a cui mi ispiro, mi piace mischiare molto i colori, ovviamente nel limite del possibile, ma se dovessi scegliere qualcuno che ammiro molto, direi Dries Van Noten, importante stilista belga, nonché il mio preferito.

Dici che “la moda è una forma d’arte”. Cosa significa per te?
Sì, lo dico spesso. Credo fortemente in quest’affermazione perché effettivamente la moda è arte. L’arte è creatività, quindi moda è abbinare vari colori, è dare sfogo alla propria “pazzia”. L’arte non deve essere per forza bellissima, ma deve farti provare qualcosa, e così anche nella moda, i look devono suscitare emozioni.

Quali sono i pro e i contro del mondo della moda?
Dal mio punto di vista, ci sono sia pro che contro nel mondo della moda, come in ogni cosa, ovviamente. I pro sono la mondanità, la possibilità di dare libero sfogo alla creatività, si può inventare tutto quello che si vuole nella moda, perché è un mondo pieno di fantasia. Il contro, invece, è che, come in tanti ambienti lavorativi, anche quello della moda è un mondo tutto a contatti, quindi più gente conosci, che è già nel giro, più riesci a intrufolarti meglio.

Come la moda ha influenzato la tua vita?
La moda ha influenzato tanto la mia vita, anzi direi che l’ha cambiata radicalmente. Ora, appena mi sveglio, penso all’abbigliamento, inoltre parlo quasi tutto il giorno di vestiti e di moda, è il mio lavoro ormai. La moda è l’argomento principale di cui parlo e di cui ho sempre voglia di parlare, perché è la mia passione.

Con chi parli maggiormente di moda?
Con mia mamma, la mia personal stylist. Potrei parlare notte e giorno di moda con lei, le piace molto. Ne parlo anche con il mio migliore amico, Luca. Ecco, lui dovrebbero farlo santo da tanto mi sopporta invece! (ride)

Hai partecipato alla Milano Fashion Week di recente. Come hai vissuto questa esperienza?
Sì, la Milano Fashion Week si è appena conclusa e quest’edizione 2019 è stata la mia prima vera e propria settimana della moda. Grazie all’accademia che frequento, ho avuto l’opportunità di partecipare a due sfilate come vestiarista nel backstage. È stata la mia primissima esperienza nel mondo della moda, ero agitatissimo, ma per fortuna è andato tutto alla grande, e possono dire anche che è stato il giorno più bello della mia vita!

Sei comparso su molte pagine di moda grazie al look che hai sfoggiato quel giorno. Come è andata?
Finita la seconda sfilata a cui ho partecipato, ero in zona Mecenate, avevo vicino il Gucci Hub, luogo dove spesso fanno i Fashion Show Gucci, ne ho approfittato e mi sono recato lì. Ovviamente non sono potuto entrare alla sfilata, perché all’evento si accede solo su invito personale, ma ho potuto ammirare tantissime star della moda arrivare. È stato lì che tanti fotografi mi hanno scattato alcune foto che hanno postato su varie pagine social di moda, come la pagina di FashionToMax, dedicata alle news e alle tematiche della moda, che è seguita anche da maison famose a livello internazionale come Versace, Dsquared2, Christian Louboutin e Numero Ventuno.

Un vero e proprio successo, sia lavorativo sia personale. Cosa ti ha colpito di più?
Ciò che mi ha colpito di più della scorsa settimana è stato proprio il lavoro, sembra facile agli occhi di tutti gli altri gestire modelle e abiti, ma quando vivi le cose in diretta, noti quanto impegno, dedizione e fatica ci stanno dietro ad una collezione che sfila.

In tutto questo, hai già anche realizzato alcune tue creazioni personali. Come è nata l’idea?
Sì, è vero. Ho realizzato anche alcune mie piccole creazioni, era un piccolo sogno nel cassetto che avevo, e si è avverato. In realtà, è nato tutto per uno scherzo: volevo un paio di pantaloni con scritto il mio cognome e li ho fatti. Da lì, mi sono piaciuti molto e ho realizzato anche camicia e due magliette. Devo dire che hanno avuto successo! Mi hanno contattato alcune persone, dicendomi che volevano acquistare qualche mio prodotto.

Quindi ti stai facendo strada anche come stilista?
Mah, ora come ora non ho ancora avviato nulla, ma ci sto pensando, proprio perché molte persone sono interessate al mio stile e alle mie idee.

Qual è la tua creazione preferita?
La creazione che ho realizzato e che mi piace di più fino ad ora sono i jeans a cui ho tagliato a frangette la parte inferiore e ho cucito lateralmente una fascia oro glitterata, che in teoria era un nastro per i regali di Natale. (ride)

Come è Francesco nella vita di tutti i giorni?
Questa domanda è difficile. Francesco è semplice, perché sono convinto che bisogna sempre mantenere rispetto per la vita, sarà il destino a portarmi dove devo andare. Sono creativo, perché mi ha sempre affascinato tutto ciò che è fantasioso, che dà spazio al mio estro.
E poi, sono determinato, perché se mi pongo un obiettivo, anche difficile, io, con tutte le forze, ci devo arrivare, se è ciò che voglio davvero.

Dove ti vedi tra dieci anni?
Tra una decina di anni spero di vedermi all’interno del mondo della moda, magari con un mio vero e proprio brand.

Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Ho vari sogni nel cassetto, dalla volontà di visitare il Giappone, a partecipare ad una sfilata del mio stilista preferito, Dries Van Noten appunto. Se dovessi proprio sognare in grande, vorrei creare un vero e proprio mio brand personale e far sfilare una collezione alla settimana della moda a Parigi, oppure anche a Milano.

Hai un motto?
Sì, ho un motto, è “crederci sempre, arrendersi mai”. Credo molto nello stimolo di questa affermazione, perché mi dice di credere sempre di più in me stesso, di tener duro, che il meglio arriva quando meno te lo aspetti.

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