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Atalanta da rimonta, la vittoria del furore: lezione di calcio (con vista sulla Coppa) fotogallery

I gioielli Gomez e Ilicic esaltano il gioco di Gasperini. E tutta la squadra fa le prove generali anche per il ritorno della semifinale

L’aria di casa ci regala l’Atalanta grandi imprese, quella che aveva travolto la Juventus in Coppa Italia (30 gennaio) e prima aveva strapazzato l’Inter (11 novembre).

Entusiasmante, divertente: uno spettacolo di gioco e di gol. E la Fiorentina torna a casa con tre reti sul groppone che potrebbero essere anche un buon antipasto per il ritorno di Coppa Italia, fra meno di due mesi (24 aprile). Quando ancora il fattore campo darà una carica straordinaria ai nerazzurri.

Ma che cosa è cambiato rispetto alla semifinale di Coppa a Firenze, dove l’Atalanta aveva segnato ancora tre gol ma ne aveva incassati altrettanti? Forse allora, pur giocando bene e meglio dei viola, non c’era quel furore che abbiamo visto negli occhi, nella testa, nelle gambe della banda Gasp.

Dopo le lacrime per il ricordo di Astori, quando Ilicic mette la palla in fallo laterale non perché sia per terra qualcuno, ma perché sul maxischermo è comparso il volto di Davide, il suo compagno in maglia viola. Ilicic si commuove, il pubblico in piedi applaude il capitano, il numero 13.

L’Atalanta è sotto di un gol, ancora per un suo regalo a trequarti di campo (come PasalicPalomino a Firenze, è il turno di de Roon), ma stavolta la rimonta è quella giusta. E senza appello per i toscani, che assistono a una lezione di calcio.

Sì, perché in cattedra salgono Ilicic e Gomez, che incantano con le loro giocate, nascondendo il pallone e riportandolo agli occhi degli avversari solo quando finisce in rete. Ma nell’orchestra di Gasperini c’è anche un signor portiere, schierato a sorpresa e capace di salvare la porta più di una volta, su Laurini, su Chiesa, su Simeone. Gollini sicuro e paratutto dà il la alla rimonta, prima e dopo il pareggio di Fenomeno Ilicic, che sarà pure un po’ fortunato nella conclusione, però con i suoi dribbling ubriacanti mette a sedere mezza difesa viola.

Il raddoppio del Papu è una discesa libera più che un supergigante, con gli avversari saltati di slancio come birilli, fino alla conclusione dove Lafont non può arrivare. E il terzo gol è da manuale della “voglia di vincere”, come lo ha sintetizzato Gasp nel dopopartita: Gosens che recupera un pallone perso e lo dà con un colpo di tacco a Gomez, cross teso, Zapata manca la deviazione per un soffio e…palla persa? Macchè, arriva Ilicic e con un colpo di tacco serve Castagne, cross immediato e dall’altra parte riecco Gosens. Testa e gol. Fantastico.

Tre gol e potevano essere anche cinque. Però bastano per dire che l’Atalanta non solo è salva (come piace ricordare al suo presidente Percassi, ormai a 41 punti…), ma è più che mai in corsa per l’Europa, che sia pure il settimo o qualche altro posto disponibile.

Se Ilicic e Gomez sono i gioielli che mettono la loro firma d’autore su una splendida vittoria, gli esterni sono una carica inesauribile, con Castagne impeccabile e Gosens al rientro anche in gol. Gasperini elogia la difesa e ha ragione: cambiano gli interpreti e sono un po’ le prove generali per il ritorno di Coppa, quando Toloi e Hateboer saranno squalificati. Giocano Mancini, Djimsiti e Masiello, quest’ultimo fa staffetta con Palomino che nel secondo tempo si esibisce in un paio di recuperi su speedy gonzales Chiesa. Che a volte purtroppo è indisponente per i suoi atteggiamenti, però resta un signor giocatore, ogni volta che tocca palla è un pericolo.

È una grande prova di squadra, di una super Atalanta in cui i centrocampisti diventano tuttocampisti, come ormai è abituato Gomez e lo stesso Zapata lotta e ingaggia duelli che spesso vince. Tornerà a fare gol, sicuramente.

Altra nota positiva: in una serata in cui i nerazzurri si beccano quattro gialli contro due (e chissà perché non quattro a quattro), Gomez e Ilicic che erano diffidati evitano l’ammonizione. E quindi ci saranno a Genova contro la Samp.

Comunque l’Atalanta conferma che non solo sa giocare e gioca sempre per vincere, ma che non è capace di vincere… male. Certo ne guadagna il pubblico, i tifosi che meritano di essere ricompensati. E applaudono un calcio esaltante, grazie a Gasperini e a tutta la squadra. Ci divertiremo ancora.

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