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Al via il bonus del 50% per i registratori di cassa di nuova generazione

La norma pensata per agevolare l’acquisto o l’adattamento tecnologico dei registratori di cassa

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A decorrere dal 1° gennaio 2020, chi effettua le operazioni di cui all’articolo 22 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, vale a dire gli esercenti attività di commercio al minuto e assimilate, deve memorizzare elettronicamente e trasmettere telematicamente all’Agenzia delle entrate i dati dei corrispettivi giornalieri.

L’obbligo è anticipato al 1° luglio 2019 per gli esercenti con un volume d’affari superiore a 400 mila euro. È quanto disposto dall’articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127.

Al fine di agevolare, negli anni 2019 e 2020, l’acquisto o l’adattamento tecnologico dei registratori di cassa, la normativa ha previsto, in favore di questi esercenti, la concessione di un contributo pari al 50 per cento della spesa sostenuta, fino a un massimo, per ogni misuratore fiscale, di:

 250 euro in caso di acquisto;

 50 euro in caso di adattamento.

Con il provvedimento del 28 febbraio del Direttore dell’Agenzia delle Entrate vengono dettate tutte le istruzioni per fruire dell’agevolazione. Il soggetto che intende usufruire del credito d’imposta deve pertanto:

 ricevere la fattura relativa all’acquisto o all’adattamento del misuratore fiscale;

 pagare la fattura con modalità tracciabile;

 utilizzare nel modello F24 il credito d’imposta a decorrere dalla prima liquidazione periodica IVA successiva al mese in cui è registrata la fattura e pagato il corrispetto;

 indicare il credito d’imposta nella dichiarazione dei redditi dell’anno d’imposta in cui è stata sostenuta la spesa e nella dichiarazione degli anni d’imposta successivi, fino a quando se ne conclude l’utilizzo.

Nel provvedimento vengono inoltre richiamati i metodi di pagamento tracciabili già individuati da un precedente provvedimento dell’agenzia delle entrate. Si tratta di assegni, bancari e postali, circolari e non, vaglia cambiari e postali, nonché, a titolo esemplificativo, addebito diretto, bonifico bancario o postale, bollettino postale, carte di debito, di credito, prepagate, ovvero altri strumenti di pagamento elettronico disponibili, che consentano anche l’addebito in conto corrente.

Si ricorda infine che, ai fini dell’utilizzo in compensazione del credito d’imposta, i soggetti titolari di partita IVA sono tenuti a presentare il modello F24 esclusivamente tramite i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate.

La risoluzione dell’agenzia del 1° marzo 2019 ha istituito il codice tributo “6899” per l’utilizzo in compensazione del credito.

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