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Blu Basket Treviglio

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La Remer non ci sta: “Multa assurda comminata domenica”

La Remer Treviglio esprime il proprio disappunto in merito a una multa che le è stata comminata domenica. In una nota pubblicata sul proprio sito espone le proprie motivazioni in merito.

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La Remer Treviglio esprime il proprio disappunto in merito a una multa che le è stata comminata domenica. In una nota pubblicata sul proprio sito espone le proprie motivazioni in merito.
Pubblichiamo il testo qui di seguito.

La Remer Blu Basket 1971 Treviglio, da sempre, accetta con stile e senza polemizzare le sanzioni comminate dal Giudice Sportivo a seguito dei referti redatti dalla terna arbitrale.

Ma stavolta no, non condivide una multa assurda ed esorbitante (ben 1.500 €) per ritardato arrivo dell’ambulanza con defibrillatore che provocava il ritardato inizio della gara [art. 38,1bb RG].

La Remer non ci sta:

Facciamo un po’ di storia dei regolamenti citati nella sanzione (e non delle personali interpretazioni).

L’art. 38,1bb RG cita come fonte il RE art. 35 comma 4.

Il REGOLAMENTO ESECUTIVO – GARE, approvato con deliberazione n.70 della Giunta Nazionale del CONI il 26 marzo 2012, Aggiornato al Consiglio federale del 28 settembre 2018 cita, nelle prime righe dell’articolo 35 “Obbligo defibrillatore” – comma 4:

4. Tardato arrivo o mancanza. Nel caso di mancanza dell’Ambulanza dotata di defibrillatore e/o del defibrillatore e/o dell’addetto al suo utilizzo la gara non potrà avere inizio fino al loro arrivo.

… poco più avanti dice anche …

Gli Arbitri potranno dare inizio al riscaldamento ufficiale previsto dal protocollo pre-gara soltanto dopo l’effettivo arrivo del defibrillatore e della persona abilitata all’utilizzo.

La Remer non ci sta:

 

Presupponendo l’effettivo [ndr: ma non reale] arrivo in ritardo dell’ambulanza, rispetto ai 20 minuti iniziali del riscaldamento, la società Blu Basket 1971 ha, tra i dirigenti a referto, il Medico Sociale, dr. Roberto Gatti, che si è qualificato agli arbitri nel tunnel degli spogliatoi quale addetto DAE – persona abilitata all’utilizzo del defibrillatore-. Il Palafacchetti è, infatti, uno degli impianti da anni dotato di DAE (defibrillatore automatico esterno), appeso proprio all’ingresso degli spogliatoi degli arbitri/giocatori.
Ma questa dichiarazione è stata ignorata dalla terna arbitrale SALUSTRI V. (RM) – PECORELLA P. (BT) – MARZIALI S. (FM) .

Gli stessi, come mai prima d’ora, hanno preteso che fosse portato personalmente nel tunnel dal Dirigente accompagnatore il foglio dell’autocertificazione debitamente compilato dall’addetto DAE dell’ambulanza (ndr: per compilare tutti i campi ci si impiega almeno un minuto e mezzo).

Di norma, il riconoscimento dell’ambulanza viene effettuato sul campo, mentre è in corso il riscaldamento: l’arbitro arriva al tavolo degli ufficiali, riconosce da carta d’identità l’addetto DAE, controfirma l’autocertificazione che viene allegata al referto.
Domenica scorsa, solo dopo la consegna nel tunnel dell’autocertificazione, gli arbitri entrano in campo e chiamano i 20 minuti di riscaldamento, dichiarando di aver subìto, così, 2 minuti di ritardo e dichiarando successivamente che la palla a due ha così avuto inizio alle 18.02.

Ora raccontiamo con le immagini quanto accaduto domenica.
Il video LNP, caricato in diretta dal sistema video, inizia al minuto 42.18 di un countdown che raggiunge lo 00.00 quando mancano ancora 13 minuti e 40 secondi alla palla a due. Se la gara, come dichiarano ufficialmente gli arbitri, è iniziata alle 18.02, sono le ore 17, 6 minuti e due secondi di domenica 24 febbraio.

La Remer non ci sta:

 

A 9.03 l’addetto DAE dell’ambulanza fa il suo ingresso al PalaFacchetti: sono le ore 17.39 e 17 secondi, nei tempi previsti dall’art. 35 RE, comma 4, per essere in regola.

La Remer non ci sta:

Vengono immediatamente avvisati gli arbitri che, al tavolo degli ufficiali di campo, vi è l’addetto DAE per l’auto certificazione; gli stessi si rifiutano di entrare per il riconoscimento e l’inizio contestuale del riscaldamento, pretendendo la consegna all’interno del tunnel del foglio compilato dalla Croce Rossa.

La Remer non ci sta:

 

L’addetto compila allora velocemente il modulo in 1 minuto e 26 secondi. Lo consegna al dirigente della Blu Basket che è obbligato, per la prima volta, a portarlo personalmente nel tunnel dove gli arbitri lo fanno proprio (sono le ore 17.40 e 43”): sul referto segnano un ritardo di 2 minuti.

La Remer non ci sta:

 

Se si fa, invece, un calcolo tagliando gli spezzoni di video (cioè cronometrando lo stesso), dall’ingresso dell’operatore DAE al PalaFacchetti, alla palla a due, passano 23 minuti e 39 secondi; dall’ingresso sul terreno di gioco degli arbitri alla palla a due 21 minuti e 25 secondi.
Tutto è testimoniato da un video riprodotto in diretta da LNP, consultabile da chiunque abbia un abbonamento a LNP Pass TV.

In conclusione…

Nonostante non accetti la sentenza del G.S., la Blu Basket non farà ricorso in quanto le prove televisive acquisite e qui allegate, non possono essere prodotte e il ricorso sarebbe esclusivamente bastato sulla dichiarazione dell’arbitro contro la nostra, pena, oltre la multa di 1.500€, anche l’incamerazione della tassa-ricorso da parte della FIP di 1.200€, più le spese legali.

La Blu Basket vuole sottolineare con questa vicenda che le multe vengono comminate con troppa superficialità e con tono perentorio.

Trattandosi di importi spropositati rispetto agli incassi, troviamo legittimo esigere maggior buon senso, al fine di garantire adeguati livelli di rispetto ed escludere ipotesi di sanzioni fini a se stesse.

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