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Scontri di Firenze, l’avvocato della curva: “I ragazzi sul primo pullman mi chiedevano aiuto”

Parla Federico Riva: "Stavamo per entrare in autostrada quando tre autobus sono stati bloccati dalla polizia senza ragione"

“Ho capito che stava succedendo qualcosa di grave quando ho ricevuto più chiamate dei ragazzi che erano sul primo pullman del cordone. Urlavano e mi chiedevano aiuto”. Federico Riva, da molti conosciuto come “l’avvocato della curva nord”, mercoledì 26 febbraio era a Firenze e ha assistito ai tafferugli che si sono verificati al casello di Firenze Sud, a pochi metri dall’ingresso dell’autostrada A1.

“C’è un video che dimostra che i tifosi bergamaschi non sono scesi da quel pullman, come invece hanno dichiarato le forze dell’ordine – spiega l’avvocato -. Io ero sul terzo mezzo ma ho capito che stava succedendo qualcosa di grave quando ho ricevuto più di una chiamata dai ragazzi che sono stati fermati per primi. Urlavano e mi chiedevano aiuto. Così, ho chiesto all’autista del pullman su cui viaggiavo di fermarsi una volta giunto sul posto dei disordini per poter andare a verificare che cosa stesse succedendo”.

“Quando siamo arrivati in prossimità dell’A1 – spiega ancora l’avvocato Riva – siamo stati bloccati e a bordo del nostro autobus è salito un funzionario della questura che ha inveito contro il primo ragazzo che gli è capitato a tiro. Poi ci ha minacciati, dicendo che se qualcuno avesse messo piede a terra l’avrebbe ammazzato. Ci sono stati attimi di forte tensione, a quel punto ho mostrato il tesserino di avvocato”.

“Quando hanno appurato che ero davvero un avvocato – continua – mi hanno permesso di scendere, così ho assistito in diretta alla conversazione tra il funzionario e un responsabile arrivato dopo: gli chiedeva spiegazioni, lui gliene ha date di inverosimili. Diceva che avevano fermato il mezzo perché questo aveva improvvisamente accelerato, pensavano che volesse dileguarsi. Io non mi sono potuto avvicinare al resto dei ragazzi per più di un’ora e mezza: quando hanno finito di identificarli ho potuto parlare con qualcuno di loro, che mi ha riferito che mentre verificavano le loro generalità venivano insultati e presi a schiaffi. Anche un autista è stato malmenato senza motivo”.

“Perché è successo tutto questo? Non lo so dire, mi piacerebbe scoprirlo – risponde l’avvocato -. Quel che è certo è che andremo fino in fondo per ricostruire i fatti reali: raccoglieremo testimonianze, referti medici, foto e video, e vedremo come difenderci”.

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