A Bergamo
|“Quanto ci piace fare i volontari coi ragazzi con sindrome di Down”
Sono molti gli adolescenti e i giovani che ogni anno si avvicinano all’Associazione per curiosità, per una sfida, per dedicare parte del loro tempo ad altre persone, per conoscere e sperimentarsi: questo il loro racconto
Nelle lettere che ogni mese i ragazzi dell’Associazione Italiana Persone Down Bergamo mandano a BGY, il nostro giornale dei giovani, abbiamo dato voce alle mamme dei ragazzi dell’Associazione Italiana Persone Down Bergamo, ai loro viaggi, ai loro amori e prime e grandi esperienze di crescita. Ma, insieme a questi formidabili ragazzi, ci sono anche i giovani volontari che ogni giorno li accompagnano nella loro vita tra le mura dell’Aipd. Questo mese, quindi, diamo spazio a loro, per conoscere i punti di vista, i vissuti e le emozioni di essere un volontario dell’associazione.
“Buongiorno, ho trovato in internet il sito della vostra Associazione e sarei interessato a fare un’esperienza di volontariato. È possibile?”
“Mi ha dato il tuo numero una mia amica che ha fatto volontariato da voi, vorrei provarci anche io… cosa devo fare?”
“Vorrei tanto fare volontariato con dei bambini con la sindrome di Down, è possibile?”
“Sto facendo il socio-psico-pedagogico, vorrei conoscere il mondo della disabilità, posso fare volontariato in AIPD?”
Una parola lega tutte queste semplici conversazioni: VOLONTARIATO.
Sono molti gli adolescenti e i giovani che ogni anno si avvicinano all’Associazione per curiosità, per una sfida, per dedicare parte del loro tempo ad altre persone, per conoscere, per sperimentarsi… ognuno è guidato da una motivazione personale e unica. Una motivazione che, nella partecipazione attiva a un percorso annuale in Associazione, si trasforma in una risorsa importante e preziosa per i bambini e i ragazzi con la sindrome di Down, per gli educatori e per l’Associazione.
Abbiamo voluto dare spazio e voce a loro, ai loro vissuti e al loro punto di vista, fiduciosi che possano contagiare e incuriosire a loro volta altri ragazzi e giovani desiderosi di conoscere esperienze nuove per scoprirne la naturalezza.
“Pizza!!! O meglio “Spazio Pizza”, una serata organizzata dall’Associazione Aipd per coinvolgere i ragazzi a stare in compagnia con i propri amici. Un progetto volto a rafforzare l’autonomia dei ragazzi attraverso l’organizzazione di una serata in cui devono pensare a tutto loro: dall’ordinare la pizza, a gestire i soldi, a preparare la sala e infine riordinare. Sono 4 anni che faccio il volontario presso l’Associazione e quello che sicuramente mi ha colpito è la semplicità con cui i ragazzi vogliono realizzare i propri progetti di vita. Condividendo la cena, i ragazzi si aprono nelle loro conversazioni con noi volontari e con i loro amici. Parlano dei loro interessi, della scuola, del lavoro e dell’amore: primeggia sicuramente la musica e come tutti gli adolescenti le loro relazioni sentimentali. Una serata in cui i ragazzi possono stare in compagnia, liberi di condividere e parlare di ciò che vogliono… senza troppe regole imposte, solo quella di riordinare la sala a fine serata ;).”
Davide
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“Il mio nome è Anita, ho 17 anni e frequento un liceo linguistico a Bergamo. Dall’inizio di quest’anno scolastico, sollecitata dall’esperienza di mia mamma, già impegnata nel volontariato, ho deciso di percorrere questa nuova esperienza. Sono così entrata in AIPD dopo un colloquio con la responsabile della formazione che, valutata la mia idoneità, mi ha introdotta nel club ‘Diventare Grandi’. Qui ho avuto l’opportunità di conoscere diversi educatori, altre volontarie e 7 bellissimi ragazzi. Da novembre li frequento ogni lunedì dalle 5 alle 7 e con loro porto avanti attività e giochi volti prevalentemente alla loro autonomia. Le situazioni sono molteplici e ognuna fonte di arricchimento e intense emozioni. Dall’imparare a far la spesa da soli, al contare il denaro, al sapersi relazionare gli uni con gli altri, nel tentativo di rispettare al meglio il proprio spazio e quello altrui, identificandone i corretti perimetri.
Una delle attività che più preferisco è il ‘teatro’: qui a emergere sono le peculiarità di ciascuno, sollecitato a esprimere le proprie emozioni attraverso gesti, parole e tutto ciò che può esser utile a quel fine. Non mancano i momenti di divertimento, ma anche di difficoltà: talvolta, infatti, affiorano atteggiamenti di chiusura rispetto a ciò che si sta facendo. Braccia conserte, mani sugli occhi, dichiarazioni di disappunto a disegnare anche un altro lato della stessa medaglia, proprio come è la vita. Mi piace tanto questo volontariato. Mi piace perché quando è lunedì guardo alle 5 con emozione, immaginandomi assieme ai “miei ragazzi” a disegnare con loro spazi che non chiedono di esser giudicati, ma vissuti con spontaneità e gioia di vivere.”
Anita Zavaritt
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“Volevo iniziare questo breve pensiero dicendo che sono orgogliosa di essere una volontaria dell’associazione AIPD di Bergamo, perché è un’Associazione che lavora giorno e notte per i ragazzi con diversità e lo fa con orgoglio e dedizione. Devo solo ringraziare questa Associazione perché mi ha portato a conoscere dei ragazzi che hanno delle potenzialità e soprattutto che hanno una forza innata.
Sono ragazzi che con poco ti cambiano la giornata e una cosa che adoro è la loro immensa dolcezza. Sono ragazzi che ti fanno capire che con un semplice abbraccio ti possono dare molto e mi hanno insegnato a vivere con più serenità e spensieratezza dando peso alle cose che davvero contano nella vita.
Ogni volta che li vedo e torno a casa sono felice perché capisco che con dei semplici gesti si può ottenere molto. Sono ragazzi che hanno difficoltà, certo, ma quando li conosci capisci che sanno darti filo da torcere. Sanno apprezzare cose che magari noi non notiamo più o siamo troppo impegnati per rendercene conto.
Avevo 13 anni quando ho iniziato a far volontariato e sono fiera di aver preso questa decisione accettando una proposta da parte di mio padre che mi proponeva di fare un percorso di volontariato. Ho accettato e sono arrivata all’associazione che mi ha fatto capire che non era solo un percorso di volontariato ma è un percorso di vita. Grazie a questa esperienza ho capito che mi piacerebbe conseguire la Laurea in psicologia e di sicuro, nonostante sia in un periodo molto intenso della mia vita, cercherò in tutti i modi di continuare a far parte di quella bellissima famiglia.”
Giulia
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“Sono Alessandro e sono un VVV (volontario veterano volenteroso). Ho conosciuto questo mondo tempo fa e da allora non mi sono mai staccato! Forse sarà per quello che riesco a dare o forse sarà per quello che ricevo in cambio. Sei anni fa sono entrato in associazione con una mia personale idea sulle persone con la sindrome di Down ma già dal primo giorno è stata rivoluzionata. Ho imparato che ognuno è unico. Ho incontrato ragazzi espansivi o più chiusi, affettuosi o più timidi, loquaci o più chiacchieroni. Sebbene ogni tanto essere volontario può risultare impegnativo consiglierei a tutti di provare questa esperienza perché ti arricchisce dentro insegnandoti il valore delle piccole cose e dei piccoli gesti come una semplice pizza mangiata tutti insieme.”
Alessandro
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“Sono Francesca, volontaria nel Circolo dei Bambini tra i 7 e i 10 anni; ho conosciuto l’associazione di AIPD grazie ad una cara amica e, dopo aver raccolto informazioni in merito, ho deciso di dedicare tempo e passione a questa nuova esperienza.
Settimanalmente partecipo a questo circolo misto di 8 bambini (bambini con la sindrome di Down insieme a loro amici di scuola o famiglia), improntato soprattutto sull’acquisizione delle autonomie elementari, sul rispetto delle regole, degli spazi altrui e della persona stessa, sulla cognizione spazio-temporale, sulla comunicazione e sulla manualità…..tutto questo attraverso divertenti attività ludiche (disegno, teatro, costruzione di oggetti, percorsi a ostacoli…) in cui partecipano bambini, volontari ed educatrici. Durante queste attività ci caliamo nei panni dei bambini, divertendoci insieme, stimolando la loro creatività, facendo sentire loro il nostro appoggio e tenendo ben presente l’obiettivo finale del gioco; il clima che si crea durante questi incontri è di pura serenità, positività e allegria.
I bambini richiedono aiuto, ascolto e molta attenzione ma, allo stesso tempo, attraverso i loro sorrisi, la loro dolcezza e i loro grandi passi avanti verso la meta finale sono in grado di trasmettere tanta forza e felicità, terminando ogni incontro con soddisfazione e gioia nel cuore. È un’esperienza preziosissima che consiglio a tutti… se svolta con passione è puro arricchimento.”
Francesca


