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Principe di Napoli, spunta un muro per impedire l’accesso foto

Se fino ad una trentina di giorni fa, si poteva facilmente accedere all'interno dello stabile, ora l'entrata è stata murata

Era il 28 novembre quando, a seguito di una lunga seduta del consiglio comunale, è arrivata la decisione definitiva di vendere l’ex asilo Principe di Napoli con l’alienazione del complesso edilizio di via Pignolo con destinazione sociale da parte di  Palazzo Frizzoni, con il prezzo di mercato pari a 2 milioni e 400 euro.

Da allora associazioni, privati e comitati sono ritornati più e più volte sull’argomento tanto è vero che, lunedì 25 febbraio, il comitato BergamoBeneComune ha depositato presso la Procura di Bergamo un esposto contro la vendita del complesso.

Tra manifesti, esposti e raccolte firme, nelle ultime settimane c’è una novità all’interno delle mura dell’Ex Asilo: un muro dietro il portone principale su via Pignolo per evitare ingressi non autorizzati e “bravate”. Se, quindi, fino ad una trentina di giorni fa, si poteva facilmente accedere all’interno dello stabile, ora l’entrata è stata murata.

“Il muro è stato fatto principalmente per motivi di sicurezza perché è un immobile grande e abbandonato: negli anni ha anche subito un costante ed inesorabile degrado per via dei mancati interventi di manutenzione, con parti ormai rese del tutto inagibili. Quindi, finché non sarà venduto, abbiamo costruito un muro perché altrimenti si può entrare con una grande facilità in un luogo non sicuro”, ha dichiarato l’Assessore ai lavori pubblici, Marco Brembilla.

I lavori, dopotutto, sono fermi e l’immobile non si trova in uno stato di sicurezza tale da poter permettere ingressi non autorizzati anche da parte di residenti del quartiere che ancora avevano le chiavi per accedervi. Una scelta logistica fatta dal Comune per tutelare gli abitanti e, forse, per evitare il rischio di occupazioni? “No, assolutamente no, non è stato quello l’intento. Si tratta solo di una precauzione a livello di sicurezza”, ha tagliato corto l’assessore.

Tutto tace, quindi, all’interno delle mura dell’Ex Asilo, fermo nel tempo a quel 1983 quando finì la gestione da parte delle Suore della Carità e poi delle Canossiane che lo gestirono per oltre un secolo. Nonostante, infatti, i progetti che nel corso del tempo il Comune ha cercato di realizzare, nessuno di questo è andato a buon fine, visto il difficile quadro di sostenibilità economica dell’immobile. Il Comune cederà il complesso come struttura residenziale, pur riservando alcuni spazi al sociale: chi acquisterà dovrà cedere a Palafrizzoni cento metri quadrati e il passaggio tra via Pignolo e il Parco Marenzi.

Il compratore non è stato ancora individuato: quel che è certo è che d’ora in poi, per poter visionare l’immobile, dovrà accedere da un ingresso secondario.

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