BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Il Ministero della Giustizia deve quasi 6 milioni al Comune di Bergamo

Il vicesindaco Sergio Gandi: "In tribunale per recuperare il nostro credito"

Cinque milioni, settecentosessantunomila, novecentottantatre virgola trenta: è quanto il Ministero deve al Comune di Bergamo per saldare il debito sulle spese che Palazzo Frizzoni ha anticipato per garantire il funzionamento degli uffici Giudiziari.

5.761.983,30 euro: la cifra è il risultato della differenza tra gli 8.723.725,20 euro usciti e rendicontati dal Comune di Bergamo nel periodo 2011/15 e i 2.961.741,80 che il Ministero ha restituito negli ultimi anni. Nel 2016 poi il Governo Renzi ha sgravato gli enti locali delle spese di funzionamento della Giustizia.

Recentemente gli uffici romani competenti hanno stabilito che il rimborso debba essere – nell’arco di 30 anni – in misura pari a 1.827.125,49 euro e cioè una somma pari al 31,71% della somma che ancora spetta al Comune di Bergamo. Anche per questo motivo la Giunta di Palazzo Frizzoni ha approvato stamattina una delibera per rivalersi nel confronto del Ministero per avere quel che gli spetta.

“Abbiamo deciso di richiedere al Tribunale di Bergamo l’emissione di un provvedimento d’urgenza al fine di tutelare gli interessi dei nostri concittadini da conseguenze che potrebbero rivelarsi molto gravi per la città – commenta il vicesindaco Sergio Gandi –. Parliamo di quasi 6 milioni sottratti ai servizi che vengono erogati ai cittadini, in un contesto in cui già abbiamo patito una complessiva restrizione delle fonti di finanziamento. Si tratta quindi di un’azione che riteniamo doverosa, soprattutto di fronte al “ricatto” di fronte al quale siamo stati messi a suo tempo dal Governo nazionale: per vedere il milione e ottocentomila euro nei prossimi trent’anni (!) ci viene chiesto di rinunciare anche a qualunque pretesa sul resto del nostro credito a Roma sulle spese giudiziarie. Una situazione che non possiamo accettare, soprattutto perché parliamo di denaro dei nostri concittadini, che ci è stato affidato in cambio di servizi e incentivi”.

© Riproduzione riservata

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.