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“Sono un pittore che sa suonare”: Gianni Bergamelli e i ritratti a tempo di jazz

Classe 1930, quasi novant’anni portati benissimo, le sue creazioni sono protagoniste della mostra “Jazz In Bergamo 1969-2019”, il cui titolo rimanda all’anno della prima edizione del festival jazz cittadino

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“Sono un pittore che sa suonare. E non un musicista che sa dipingere”. Ha le idee chiare il maestro Gianni Bergamelli, artista completo, nembrese da sempre. Classe 1930, quasi novant’anni portati benissimo. Gianni Bergamelli è un uomo singolare, di quelli che ne nasce uno su un milione. Mai avuto la patente, ma sempre in giro e in attività.

Le sue creazioni sono protagoniste della mostra “Jazz In Bergamo 1969-2019”, il cui titolo rimanda all’anno della prima edizione del festival jazz cittadino. La mostra, organizzata in collaborazione con Fondazione Teatro Donizetti e inserita nell’ambito degli eventi di “Aspettando Bergamo Jazz”, è visitabile dal pubblico fino a lunedì 4 marzo, nei seguenti orari: ore 10-12 e ore 16-19.30.

Un prezioso anticipo di Bergamo Jazz 2019, che tornerà a scaldare gli animi cittadini dal 17 al 24 marzo.

“Ricordo che a 15 anni ricevetti la mia prima paga come pianista. Sono stato musicista professionista Inizia a suonare, la mia prima paga a 15 anni, il musicista professionale fino a 35 anni – racconta Bergamelli – Non ho più fatto musica perché mi seccava essere considerato un musicista che sa dipingere. Volevo il contrario”. Per il maestro la pittura è prima di ogni cosa, anche della musica.

“Io sono un pittore che sa suonare – prosegue – Vittorio Feltri, un mio carissimo amico, sapendo come la penso, scherza sempre con me. Mi dice dipingo bene come musicista e suono bene come pittore”.

gianni bergamelli

La mostra, allestita al Centro Culturale San Bartolomeo, riunisce opere concepite come “ritratti” di famosi musicisti, o meglio “musicanti”, come lo stesso Bergamelli ama definirli accostandoli agli angeli che suonano la tromba. Si va quindi da Frank Sinatra al violinista Joe Venuti, dal vibrafonista Lionel Hampton al batterista Elvin Jones, dal sassofonista inglese John Surman a un anonimo pianista da “Piano bar”.

Musica e pittura sono due arti complementari. “La pittura è musica in un certo senso. E anche in musica ci sono i colori”. Per questo motivo, chi meglio di Gianni Bergamelli può esprimere il potere della musica con pennello e matita?“

Maestro ricorda il suo primo quadro?”. “No. Ho fatto una infinità di mostre e di quadri. Quando ho finito un dipinto, me lo dimentico. Ho subito la testa occupata per il prossimo. Vi dirò di più: a volte mi dà fastidio riveder i lavori passati”.

“Il jazz è la musica che amo” – prosegue il maestro – è improvvisazione come la mia pittura”. Ed è proprio il jazz a legare Gianni Bergamelli a un altro grande artista, Gianlugi Trovesi, clarinettista, saxofonista e compositore. “Il mio primo incontro con Trovesi è stato molto tempo fa. Io avevo 14 anni, suonavo in balera, e lui ne aveva 4. Gianluigi veniva nella sala da ballo e durante l’intervallo suonavamo insieme, io il pianoforte e lui la batteria”.

Ecco il vero esordio del piccolo Trovesi.

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