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Processo Ubi: quale strumento stabiliva governance e nomine? - BergamoNews
L'udienza

Processo Ubi: quale strumento stabiliva governance e nomine?

L’udienza di martedì con la testimonianza del teste dell’accusa Bruno Giannattasio, dirigente della Banca d’Italia a cui il Pm Fabio Pelosi ha affidato una consulenza tecnica

L’udienza di martedì nella vecchia sede del Tribunale di Bergamo del processo a Ubi Banca più 30 imputati prevedeva da subito la testimonianza del teste dell’accusa Bruno Giannattasio, dirigente della Banca d’Italia a cui il Pm Fabio Pelosi ha affidato una consulenza tecnica nell’ambito del procedimento in corso di dibattito.

A sorpresa si è ripresentato invece Giuseppe Masnaga che già aveva reso e concluso la sua testimonianza nell’udienza del 20 febbraio. La richiesta di un una insolita integrazione della testimonianza è partita dalle parti civili ed è stata accettata dal Pm Fabio Pelosi dopo riflessione da parte del collegio presieduto da Stefano Storto malgrado l’opposizione delle difese rappresentate sul tema da Fabio de Matteis per Ubi e dal’avvocato Filippo Dinacci, quest’ultimo per Emilio Zanetti che non ne ravvisavano l’opportunità, considerato che la testimonianza era stata conclusa la settimana precedente.

Quali le novità di Masnaga a spiegare certe sue affermazioni? All’indomani del suo interrogatorio ha contattato l’ex-dipendente della Banca Popolare di Bergamo Francesco Massetti e Dorino Agliardi quindi ha ritenuto portare nuova documentazione sulla famosa mail in cui Massetti disconosceva i contenuti che lo tiravano in ballo. La mail era falsa, nessuno fece denuncia e anche Massetti verrà quindi sentito nella prossima udienza del 12 marzo insieme a Elio Lannutti e Giorgio Jannone.

L’udienza è poi continuata come previsto con la testimonianza di Bruno Giannattasio dirigente di Banca d’Italia e consulente tecnico del Pubblico Ministero, come ha tenuto ad osservare l’avvocato Andrea Pezzotta evidenziando l’inusuale doppio ruolo. È durata tutta la mattinata la testimonianza del consulente tecnico che si è avvalso della proiezione di slide.

I temi principali: la fusione tra due soggetti diversi, una società per azioni e una banca popolare, il principio di pariteticità tra le due derivazioni, ex Banca Lombarda ed ex Bpu, la valenza programmatica rappresentata dal protocollo d’intesa tra le due banche che hanno dato origine a Ubi.

In sostanza la deposizione si è concentrata sulla governance della banca e sugli strumenti per attuarla. Il nodo è se gli organismi di controllo, Bankitalia e Consob avessero conoscenza delle regole effettive che hanno governato la trasformazione della banca. Secondo il dirigente di Bankitalia la gestione non era appannaggio dello statuto, ma del regolamento del comitato nomine, strumento che, secondo l’accusa è stato utilizzato per avvantaggiare i vertici pre-fusione, ma che diminuisce la trasparenza circa la scelta degli organi sociali. Va detto però che in tema di trasparenza nel 2017 la Consob ha di fatto stabilito con una sentenza che le comunicazioni sono state adeguate.

 

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