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Il piacere della musica: lo studio della bergamasca Laura Ferreri fa il giro del mondo

Un suo articolo, pubblicato su una delle riviste scientifiche multidisciplinari più importanti del mondo, PNAS, sta avendo una buona risonanza a livello mediatico, soprattutto negli Stati Uniti, in Canada e in Spagna.

Proseguono le ricerche della dottoressa Laura Ferreri sul rapporto tra musica e cervello. Uno degli studi che ha realizzato sul piacere musicale è stato recentemente pubblicato su una delle riviste scientifiche multidisciplinari più importanti del mondo, PNAS (Proceedings of the National Academy of Science).

L’articolo sta avendo una buona risonanza a livello mediatico, soprattutto negli Stati Uniti, in Canada e in Spagna.

Lo studio è stato realizzato anche grazie al premio Morelli-Rotary che le è stato assegnato nel 2015 dalla commissione dell’Accademia di scienze e lettere Lombarda (quell’anno ente giudicante i candidati). Ha ricevuto il riconoscimento (20mila euro) per il progetto “Dal piacere alla cognizione: il ruolo della musica per la memoria umana”.

La giovane, nata a Trescore Balneario e abitante a Verdello, grazie a questo premio, si è unita al gruppo di ricerca “Cognition and Brain Plasticity Unit” / Idibell dipartamento di Psicologia Basica – Università di Barcellona dove, sotto la supervisione del dottor Antoni Rodriguez-Fornells (Ricercatore Icrea e professore all’Università di Barcellona) in questi anni ha approfondito i suoi studi.

Per 3 anni e mezzo è rimasta a Barcellona e recentemente si è spostata in Francia, dove ha vinto una cattedra in psicologia cognitiva / neuroscienze all’Universitá di Lione.

Il premio Morelli-Rotary nasce dall’istituzione Morelli, che trae origine dal testamento olografo del 6 aprile 1889 del senatore Giovanni Morelli ed è destinata a conferire un riconoscimento a favore di un giovane della città o provincia di Bergamo che, per i suoi studi e lavori scientifici, dia affidamento di speciali attitudini ad ulteriore studi di perfezionamento in Istituti superiori esteri. Con la seconda guerra mondiale il lascito del senatore Morelli (100mila lire agli inizi del 900, una somma ingente) e quindi il patrimonio dell’Istituzione si depauperò totalmente a causa dell’inflazione. Così intervenne Rotary Bergamo che dal dopoguerra, grazie ad un contributo finanziario, (ed in parte anche grazie all’aiuto di alcuni “amici” di questa istituzione) consente l’erogazione del Premio che da allora si chiama Premio Morelli-Rotary.

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