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“Io, scialpinista allontanato in malo modo dalle piste”. La stazione: “In pochi rispettano le regole”

Un lettore racconta l'esperienza vissuta a Colere. La spiegazione del sindaco e la replica del responsabile della stazione

“Un fatto negativo, discriminatorio, poco orientato alla promozione del territorio”. Con queste parole un lettore, Marco Zanchi, descrive quanto da lui vissuto domenica mattina, 24 febbraio, nell’area parcheggio delle piste da sci di Colere.

“Alle 7,30 – scrive in una lettera inviata alla nostra redazione – vi era un nastro in plastica a chiudere l’accesso al parcheggio. Dopo di che è apparso un signore in divisa che allontanava chi posteggiava per risalire a piedi o con scialpinismo, affermando che il parcheggio è privato e ad uso dei soli clienti della società Colere Ski. Sono stato allontanato da costui a malo modo, affermando che avrei dovuto trovare parcheggio altrove sulla strada”.

Secondo il lettore sarebbe “un fatto che si ripete regolarmente. La fama di Colere ormai è di essere una località non ospitale verso chi si reca per salire a piedi o con pelli di foca. Un vero peccato, perché anche chi non acquista lo skipass porta comunque denaro, consuma pasti, beve un caffé… Promuove una località turistica in modo diverso, ma pur sempre la promuove”.

La risposta

Per avere una replica abbiamo contattato il sindaco di Colere, Benedetto Maria Bonomo: “Il parcheggio in questione è privato e destinato alle persone che praticano sci discesa – puntualizza il sindaco -, persone che portano un’attrezzatura molto più pesante di chi ad esempio fa scialpinismo. Il consiglio, per chi come me ama e pratica questa attività, è di parcheggiare nell’area industriale del paese, prendere gli sci, camminare a piedi fino in zona Carbonera ed utilizzare la pista dedicata”. L’amministrazione sta pensando a una soluzione che metta tutti d’accordo: “La nostra idea – spiega Bonomo – prevede un percorso di collegamento proprio tra l’area industriale e l’imbocco della pista di scialpino”.

Alle parole del primo cittadino si aggiungono quelle del responsabile della stazione sciistica, Silvio Rossi. “Al di là di quanto possa essere accaduto domenica, ciò che noto è una costante mancanza di rispetto delle regole. Il parcheggio – ribadisce – è riservato a chi acquista lo skipass e pratica sci da discesa. Molte delle persone che chiedono di parcheggiare sono le stesse che risalgono queste piste in contromano, a volte con i cani liberi, infischiandosene dei divieti”.

Il responsabile spiega che “esiste un sentiero tracciato per camminatori e ciaspolatori adiacente all’area sciabile. Per le persone che praticano queste attività è disponibile un parcheggio nel centro del paese. Sono trecento metri a piedi”.

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Commenti

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  1. Scritto da julius

    sono in totale disaccordo con il sig. Zanchi, pur praticando anche io molto volentieri lo sci alpinismo, anche laddove ci sono stazioni con impianti di risalita. L’alpinista è un ospite che dovrebbe essere rispettoso dei luoghi e soprattutto dei gestori degli impianti, no a risalite in pista (ho visto gente in monte pora a Natale che voleva risalire nelle piste completamente artificiali), no a cani liberi, no a pretese di privilegi di parcheggio.
    Ci stanno venendo incontro in mille modi, con piste di risalita esclusive, battute e distanti dalle piste per la discesa, perchè accentuare finti problemi per aumentare solo acredine e polemica?
    e facciamoli ‘sti 300 metri in più, del resto poco dopo ne facciamo 4.000 di salita, suvvia