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Copia originale: storia vera e agrodolce interpretata dalla fenomenale Melissa McCarthy

La vera forza di questo film risieda quasi unicamente nell’interpretazione magistrale di Melissa McCarthy che finalmente, da ruoli iper comici visti e stravisti, è passata alla rappresentazione, se vogliamo più vera e umana, di una figura tormentata e difficile.

Titolo: Copia originale (Can you ever forgive me?)

copia originale film

Regia: Marielle Heller

Attori: Melissa McCarthy, Richard E. Grant, Dolly Wells, Jane Curtin, Ben Falcone

Durata: 106 minuti

Giudizio: ***

Programmazione: UCI Cinemas Orio

Adattamento del romanzo autobiografico “Can you ever forgive me?”, Copia originale racconta la storia fondamentalmente drammatica, seppur costellata di momenti di incredibile comicità, di Lee Israel, interpretata dalla talentuosa Melissa McCarthy. Biografa di un certo, seppur fugace, successo, anima antica in un mondo moderno, Lee ha vissuto la sua vita in silenzio, nascosta dietro i grandi nomi di cui ha ripercorso le straordinarie vite. Newyorkese coriacea, indurita dal tempo e dalla mancanza di affetti, sgarbata, sciatta, alcolizzata e misantropa, all’ennesima parolaccia di troppo, il suo talento non è più sufficiente a garantirle un lavoro; perché in fondo chi la leggerà mai una biografia su Fanny Brice?

Lee resta sola, disoccupata, divorata dall’invidia nei confronti di autori come Tom Clancy che “senza neanche sapere di essere un coglione” si porta a casa tre milioni di dollari. Lee non riesce a pagare l’affitto e la sua gatta, l’unica creatura al mondo che ami più di se stessa, sta male e ha bisogno di costose cure. Imperterrita, continua con la biografia di Fanny Brice, convinta che sarà un successo e, tra una ricerca e l’altra, si imbatte casualmente in un paio di lettere ingiallite scritte dall’attrice in persona. Ecco l’idea che aspettava.

Forte delle sue doti da navigata biografa, Lee inizia così a comporre a macchina lettere molto personali firmandole con i nomi di grandi celebrità, spacciandole e rivendendole come originali. Inizialmente terrorizzata, prende man mano sempre più confidenza nel condurre il suo piccolo business criminale, vedendo che riesce a ingannare senza problemi i collezionisti di tutta New York. Il business va a gonfie vele e si allarga poi quando ritrova un vecchio conoscente, Jack Hock (interpretato da Richard E. Grant), che, tra un whisky e l’altro, diventa presto il suo più caro e unico amico. Gay, irriverente e senza freni, un Oscar Wilde moderno, Jack è un’anima sola e incompresa, proprio come Lee.

I due riescono a cavalcare l’onda e a trovare un po’ di serenità, finché l’FBI non si mette sulle loro tracce. Da allora, Lee dovrà il suo successo più alle sue rocambolesche avventure criminali che al suo, seppur innegabile, talento da biografa.

Film decisamente interessante, drammatico, perché ricostruisce le disavventure di una donna gay, sola e emarginata dalla società, ma al contempo esilarante, grazie all’alternanza continua di battute e sketch stracolmi di pungente sarcasmo.

Tuttavia, ritengo che la vera forza di questo film risieda quasi unicamente nell’interpretazione magistrale di Melissa McCarthy che finalmente, da ruoli iper comici visti e stravisti, è passata alla rappresentazione, se vogliamo più vera e umana, di una figura tormentata e difficile. Non a caso, infatti, ha ricevuto, proprio per questo ruolo, la nomination agli Oscar come migliore attrice protagonista. Lasciando trasparire, a poco a poco, la sensibilità e la fragilità di Lee, Melissa McCarthy è riuscita, con la sua interpretazione, a convincere gli spettatori a volere bene all’antieroina per eccellenza.

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