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Davide Casati, i giovani e il Pd: “Perché la politica è bella e utile”

Il segretario provinciale del Partito Democratico, racconta qual è il suo sogno per il Partito Democratico (non solo a livello locale) e illustra la nuova e rinata segreteria provinciale che vuole rivolgersi specialmente ai giovani

Domenica 3 marzo dalle ore 8 alle 20 si vota per la scelta del Segretario nazionale del PD. Nei giorni in cui (sabato 23 e domenica 24 febbraio) la realtà del PD di Bergamo sarà in oltre 50 piazze della provincia per sensibilizzare elettori e simpatizzanti del centrosinistra sull’importanza della partecipazione al voto, Davide Casati, il segretario provinciale del Partito Democratico e sindaco di Scanzorosciate, racconta qual è il suo sogno per il Pd (non solo a livello locale) e la nuova e rinata segreteria provinciale che vuole rivolgersi specialmente ai giovani.

Come vanno le primarie?

“Per Bergamo sono contento perché siamo una delle province italiane in cui, in rapporto anche al numero di iscritti e di militanti, c’è il maggior numero di seggi. Siamo arrivati a 105,  organizzati in quindici giorni: un bel numero a riprova che comunque c’è una base da cui partire, nonostante il periodo difficile connotato da una certa demotivazione. Grazie anche al nuovo rinnovamento che abbiamo fatto, vedo Bergamo bella attiva e motivata. E questo mi fa molto piacere.”

Sarà una bella battaglia qui a Bergamo?

“Martina, Zingaretti e Giacchetti hanno tutti dati significativi: c’è un bell’equilibrio e un bel clima. Mi vedo tutte le settimane con i tre gruppi e c’è ovunque una bella partecipazione e una clima di molto rispetto. Sono contento di quello che si è creato a Bergamo.”

Com’è il rapporto con il Movimento 5 Stelle? Può esserci un clima di avvicinamento?

“Penso che l’avvicinamento possa avvenire dopo le primarie, non prima. Se le primarie fanno una bella mobilitazione (ed è quello che ci auguriamo) di migliaia e migliaia di persone può essere questo un modo per intercettare qualcuno che si era allontanato e che adesso si astiene o si disinteressa. Siamo anche convinti che se questo rapporto Lega e Cinque Stelle continua ad incrinarsi, nel giro dei prossimi anni potremo riuscire a riprendere un pezzo di elettorato che ha votato il Movimento e che potrebbe tornare a rivotare noi. A Stezzano, ad esempio, abbiamo trovato un bel gruppo, creando una lista civica anche con alcuni elettori dei 5 stelle con cui abbiamo trovato dei punti di contatto importanti. Certo, abbiamo stili diversi, ma in alcuni aspetti andiamo nella stessa direzione. La differenza la farà anche il nuovo segretario nazionale, perché un partito si ricostruisce con una guida nuova. Da qui al 3 marzo, quindi, cambierà poco, ma con il nuovo segretario nazionale e una mobilitazione importante, si potrà dare una svolta. Ora però andiamo avanti guardando le conquiste a medio termine.”

Quali sono, dunque, gli step da compiere?

“Insistere, almeno qui a Bergamo, su una mobilitazione massiccia per le primarie. Poi c’è il lavoro fondamentale delle europee: bisogna costruire un sistema di relazione più ampio possibile che vada oltre il PD, che deve essere un baricentro importante, ma non deve essere autosufficiente: quindi è necessario favorire la più ampia aggregazione possibile di mondi sociali, politici e culturali e di singoli cittadini che sono preoccupati di un modello europeo chiuso in sé stesso. Noi riusciamo a difendere i diritti degli italiani se siamo bravi a cambiare il modello di Europa; quindi la sfida sta proprio qui: tra chi guarda al proprio orticello e chi riesce a collocare l’Italia in un contesto più ampio. La sfida delle europee sarà uno spartiacque. Infine, è anche fondamentale mantenere il presidio del territorio e quindi la sfida dei comuni è importantissima per essere a contatto con la gente 24 ore su 24: vincere in più comuni possibile vuol dire anche tenere un equilibrio provinciale che sarà decisivo per questa Provincia.”

Su quali comuni puntate?

“Bergamo, sicuramente. E poi ci sono tutti i comuni con più di 15 mila abitanti: Dalmine, Seriate, Romano di Lombardia e Albino. Penso anche a Treviolo  che è un comune importante con il nostro sindaco uscente, e ai comuni dell’Hinterland come Torre Boldone e Stezzano dove ci piacerebbe cambiare colore all’amministrazione: sarebbe una bella sfida! Ovviamente penso anche a Scanzo (sorride, ndr). Dappertutto, comunque, cerchiamo di essere aperti, in modo non ideologico con l’obiettivo di vincere.”

Come la vedete per Bergamo?

“Sono fiducioso. Gori è molto carico e attivo, sta facendo già una campagna elettorale porta a porta, bar per bar in mezzo alla gente e molto sui social. Ma, di sicuro, non è una partita già vinta e quindi bisognerà fare una campagna elettorale molto accesa e forte.”

E come pensate di fare per portare a Gori quella parte di sinistra che è antagonista e che non ha visto di buon occhio una parte della sua amministrazione?

“Se c’è un pezzo di sinistra che ha contestato alcune scelte specifiche, io come segretario provinciale mi metto a disposizione per parlare con loro e capire a livello di programmi e di contenuti i punti in comune che possiamo trovare su due o tre tematiche che loro ritengono sensibili. Si lavora, si parla senza pregiudizio, con l’obiettivo di essere il più aperti possibile, aggreganti e non escludenti.”

La segreteria provinciale del PD è radicalmente cambiata, ci può raccontare in che modo?

“Sono tutti giovani, un po’ sulla carta d’identità e un po’ per il modo di fare. Nel senso che non sono tutti ventenni: è una segreteria che va dai 20 ai 50 anni. È giovane nello stile, con il congresso siamo riusciti a cambiare tutte le persone, mettendo personalità che hanno esperienze sul territorio, nei comuni o nel partito locale, che sono nuovi nel metodo. È tutta gente social, che sa comunicare, che sta in mezzo alla gente tutti i giorni. Sono profili non ideologici, sono molto popolari e sono stati scelti ad hoc perché secondo me questo nuovo PD deve avere un po’ questo stile: vicino alle persone, con persone sorridenti e positive. Perché se si è positivi, si è anche contagiosi. Sono persone che ho scelto io di mia fiducia con questo intento: tutti competenti e appassionati di politica. Speriamo che da Bergamo possa partire un ‘nuovo stile PD’ che possa diffondersi a livello nazionale. Stiamo lavorando per essere una valida e credibile alternativa, non opposizione.”

Quindi, il compito della politica ora è rivolgersi ai giovani?

“Sì. Vado una volta ogni quindici giorni a parlare nelle scuole superiori di educazione civica, senza parlare di PD: in un mese incontro due/trecento giovani. E ho notato che i ragazzi sono passati da ‘la politica fa schifo’ a ‘la politica non serve niente ed è inutile.’ Ed è molto peggio. Perché lo schifo ti provoca una reazione interna più o meno positiva, l’indifferenza ti fa girare dall’altra parte. La fotografia che io ho, quindi, dei giovani e su cui bisogna lavorare è che noi dobbiamo dire ai giovani che non bisogna essere indifferenti. Come farlo? Con delle persone nuove che, in modo credibile, appassionato ed entusiasta, parlino della politica per fargli capire che è bella e utile. Ed è una grande sfida che, in parte, stiamo già facendo, con iniziative aperte ai giovani.
Dobbiamo passare dall’indifferenza ad un grande desiderio di cambiare le cose: indipendentemente da quale sia la linea politica che vogliono perseguire, l’importante è che capiscano che devono dare il loro contributo in questo mondo.”

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