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Odissea pendolari: ritardi, cancellazioni e il treno che cambia direzione senza avviso

Si ripetono anche stamattina, per l'ennesima volta, i disagi dei pendolari che ogni giorno devono prendere un treno per andare al lavoro o in Università

Si ripetono anche giovedì mattina, per l’ennesima volta, i disagi dei pendolari che ogni giorno devono prendere un treno per andare al lavoro o in Università.

La mattinata del 21 febbraio è iniziata con l’annuncio (pubblicato sulla pagina Facebook di “Quellideltreno – Comitato Pendolari Bergamaschi”) del treno delle 7,02 per Centrale che è partito in ritardo di 10 minuti e quello del treno delle 7,16 per Milano cancellato per guasto a un passaggio a livello sulla Brescia-Bergamo e conseguente mancanza del treno.

“Ennesima mattinata disastrosa tra cancellazioni e ritardi per i pendolari bergamaschi, ormai sempre più spesso a causa di non meglio precisati guasti ai passaggio a livello sulla Brescia -Bergamo.
Mi aspetto da RFI spiegazioni e azioni tempestive perché sicuramente raccontare degli investimenti miliardari da qui a 5 anni è importante, ma la priorità resta quella di sistemare la rete esistente nel più breve tempo possibile”, ha subito dichiarato il consigliere regionale Niccolò Carretta.

Ritardi, cancellazioni, ma, anche, cambi di direzione del treno senza annunci. Sì, è successo anche questo, come raccontano due testimonianze di pendolari, riportate sulla pagina Facebook dei Pendolari bergamaschi.

“Buongiorno, oggi è successo un fatto increscioso relativamente la comunicazione sul fine corsa del treno partito da Bergamo alle ore 7.02 con 13 minuti di ritardo con destinazione Milano Centrale, ma che, arrivato a Lambrate, ha terminato la sua corsa. Dopo qualche minuto di sosta la gente comincia a scendere, il sottoscritto e un altro passeggero non curanti rimaniamo al nostro posto. Dopo circa 10 minuti il treno torna indietro con destinazione Bergamo.
Contatto immediatamente il capotreno che ha affermato di essere passato per tutti i vagoni invitando a scendere e di aver dato avviso tramite altoparlanti, di fatto nel comparto dove mi trovavo non è passato e non è arrivato alcun annuncio. Dall’esterno si udivano degli annunci, ma come sempre con il frastuono è difficilissimo distinguere chiaramente. Credo che sia assolutamente necessario stigmatizzare questo evento, per il sottoscritto stava per causare un grave danno in quanto ha per destinazione Roma e il treno partirà fra 20 minuti e mi trovo sul treno Verona Milano in ritardo, coincidenza presa a Pioltello per puro caso e dopo aver con determinazione chiesto treno e binario al capotreno del treno mai arrivato a destinazione.”

“Personalmente io ero sul 2604 che stamattina è partito senza grandi spiegazioni (ritardo nella preparazione treno? Io ci ero seduta sopra alle 6,50 ed era già bello pronto… a meno che non mancasse la squadra) con 15 minuti di ritardo arrivando a Lambrate alle ore 8,08.

Durante il viaggio – treno Vivalto – nessuno ha emesso un annuncio vocale per dire che il treno si sarebbe arrestato a Lambrate senza proseguire per Centrale. Ero seduta in coda treno e NESSUNO è passato ad avvisare in alcun modo.

Sono scesa, sono stata sulla banchina del binario a Lambrate per almeno 5-6 minuti in attesa che le scale si liberassero di persone che volevano scendere. Nessun annuncio udibile. La gente si sporgeva dal treno in sosta ma molti restavano ovviamente seduti in attesa della ripartenza verso Centrale. Mi è stato riferito che a Lambrate ci sono stati annunci confusi, fatti a voce ma sul binario 1, ben udibili ma solo per chi sostava in quella zona e non certo per chi era a bordo del treno.

Un comportamento di questo tipo non è scusabile, è da penale perché può mettere in serio danno chi magari ha un viaggio AV prenotato da Centrale o magari un aereo da prendere.
Impossibile che non si utilizzino i sistemi vocali interni al treno per effettuare chiari annunci. In sintesi, questi sono i comportamenti che fanno di Trenord ed RFI un “duo” che sull’informazione ha ancora secoli di lavoro da fare.”

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