BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Nino Zucchelli rivive con il documentario di Antonio Iorio e la voce del Vava

Il videomaker ha realizzato un docufilm sulla vita dell'illustre bergamasco dal titolo "Io sono Nino (e non morirò mai)"

Nino Zucchelli fu per Bergamo e la nostra Provincia una di quelle figure che potrebbero essere usate come simbolo per indicare eccellenze e preziosità. Regista, scrittore, giornalista ma anche critico d’arte e appassionato di architettura. Una figura a tutto tondo che per mezzo secolo ha valorizzato e ispirato centinaia di intellettuali e amanti della creatività, in tutte le sue forme, dalla scrittura – anche grazie alla sua storica “Rivista di Bergamo” – alla pittura, passando per la settima arte, il cinema, con la celebre “Mostra Internazionale del Film d’Autore”, organizzata dallo stesso Zucchelli e tenutasi a Bergamo fino al 1969, per poi essere trasferita a Sanremo.

Nino Zucchelli

Antonio Iorio (nella foto sotto) questo lo sa bene, dato che come molti altri è stato folgorato da questa figura così importante ed eclettica, tanto da spingerlo a realizzare un docufilm sulla vita dell’illustre bergamasco dal titolo “Io sono Nino (e non morirò mai)”.

Iorio, regista e videomaker affermato, con la sua casa di produzione “Orion” ha già realizzato interessanti documentari, tra cui “Il Ballo dei giganti di Nola” di tale rilevanza socio-culturale da essere presentato alla Università di New York nell’ambito delle rassegne cinematografiche promosse dalla Facoltà di Antropologia. Proprio a margine di una proiezione del suo documentario, svoltasi questa volta a Torre Boldone, Iorio ha fatto la conoscenza, quasi per caso, della nipote di Nino Zucchelli, la quale entusiasta della grinta del regista bergamasco ha proposto la realizzazione di un documentario sulla vita del noto parente.

Un’opportunità che Antonio Iorio ha colto al volo: “Ho raccolto la sfida della signora Lina Zucchelli Valsecchi, di raccontare a modo mio le vicende dello zio, personalità di spicco nel panorama culturale bergamasco ed italiano dal primo dopoguerra al 1994, anno della sua morte, il cui ricordo risulta oggi sbiadito – e aggiunge -. Appena mi sono avvicinato ai ‘giganti’ che lo conoscevano, il quadro, per me, ha ripreso colore”.

Per la realizzazione del suo docufilm Iorio si è avvalso infatti delle testimonianze di grandi nomi del panorama culturale italiano, tra cui Mirando Haz, Vittorio Feltri, Walter Vacchino – proprietario del teatro Ariston di Sanremo – Bruno Bozzetto, Cristina Rodeschini e molti altri fino ad arrivare allo scomparso Trento Longaretti, che proprio a Iorio ha rilasciato una delle sue ultime interviste.

Nino Zucchelli

“E’ un’avventura meravigliosa produrre questo docufilm – dichiara Iorio – aldilà del ricordo del protagonista, è il contesto che ritengo affascinante: la Bergamo che un tempo era l’eccellenza industriale culturale d’Italia”.

“Io sono Nino” è realizzato dalla casa di produzione si Antonio Iorio, la Orion, con il sostegno della Fondazione Credito Bergamasco, di Sacbo e di Emooks dello scrittore, e amico di Iorio, Tom Bilotta. Partner del progetto è poi il Club Lions Multidistretto 108, associazione che vide membro lo stesso Nino Zucchelli e che in questo modo vuole omaggiare il cofondatore del primo Club Lions a Bergamo nel 1953.

“Ai fini di una campagna di crowdfunding per un progetto di questo livello – racconta Iorio – appoggiarsi ad una onlus così importante fornisce la possibilità di promuovere il progetto su più livelli, senza dimenticare l’aspetto della beneficenza; una parte delle donazioni raccolte tramite i Lions per la realizzazione del docufilm verrà devoluta all’iniziativa “Terapia Cellulare – Una Nuova Speranza”, un importante progetto di ricerca dell’Equipe di Oncoematologia dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII”.

Il progetto di Iorio vanterà anche altre importanti partnership e pure una guest star di tutto rispetto: la celebre webstar bergamasca Daniele Vavassori, meglio noto come “Il Vava”, il quale per l’occasione ha abbandonato i temi satirici e goliardici per cimentarsi nel racconto delle vicissitudini legate alla straordinaria vita di Zucchelli, come è possibile vedere nel teaser di preproduzione.

“Con Daniele Vavassori – il Vava, ndr – c’è un’amicizia e una collaborazione che dura da anni – racconta il videomaker orobico – recentemente ho lavorato con lui per la realizzazione del video della hit “Che mal de cò”, che ha avuto un successo stratosferico varcando i confini bergamaschi e lombardi. Non è la prima volta che gli chiedo di essere parte integrante di un progetto slegato dal campo della comicità, settore in cui lavora, questa volta gli ho chiesto di prestare la voce per un’opera dedicata a un altro bergamasco Doc come lui”.

Per quanto riguarda le altre partnership il regista ha attivato un ambizioso progetto con alcuni poli scolastici del capoluogo orobico. Il primo è l’Università degli Studi di Bergamo, che ospiterà il giorno 6 giugno 2019 – 25° anniversario della morte di Zucchelli – la prima proiezione dell’opera, la quale sarà inserita in un evento ancora in fase di progettazione. La seconda collaborazione, invece, vedrà come parte attiva del lungometraggio gli alunni delle scuole medie dell’Istituto Comprensivo Donadoni, con cui la Orion collabora da diversi anni con progetti educativi legati alla cultura e alla produzione video.

I giovani studenti prenderanno parte al progetto comparendo in alcune scene e collaborando attivamente alle riprese, al montaggio e alla produzione stessa della pellicola: “Da tempo coopero con l’Istituto Donadoni – rivela il regista – quest’anno, in occasione del progetto ‘Scuole Aperte’, sostenuto dalle Associazioni Genitori Ageba e AgeDonadoni grazie al Comune di Bergamo, pensando a cosa avrei potuto progettare insieme ai ragazzi, ho avuto una folgorazione: da un lato ho pensato che sto realizzando un progetto che vede uno spaccato di mezzo secolo di storia di Bergamo da raccontare, dall’altro che sto contribuendo a creare un’esperienza educativa con questi giovani ragazzi interessati al mondo del cinema e delle riprese. A questo punto perché non unire le due cose? – e conclude – In ‘Io sono Nino’ ci sarà un ruolo per tutti loro, con lo stile che contraddistingue i laboratori che ho fatto in questi anni con i ragazzi: useranno l’attrezzatura della mia casa di produzione, si occuperanno del backstage, saranno attori mentre scopriranno le meraviglie del Fondo Zucchelli – composto da documenti, carteggi, dipinti, ceramiche, disegni, film, film d’animazione e quant’altro ndr – custodito alla Gamec, faranno le comparse e gli attori; insomma si può dire che il messaggio del docufilm, rivolto anche alla generazione dei ‘millenials’, verrà ora raccontato da loro stessi, in un film che sarà proiettato, tra l’altro, nell’Aula Magna di Sant’Agostino, la loro futura Università”.

© Riproduzione riservata

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.