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Solza

Minacce e percosse all’ex moglie e al figlio: 57enne in casa di cura

Contestati i maltrattamenti aggravati e continuati. Eseguita dai Carabinieri la misura di sicurezza del collocamento in casa di cura e custodia nei confronti di un 57enne bergamasco.

Una brutta storia di violenze. L’ennesima. Nella mattina di martedì 19 febbraio i Carabinieri della Stazione di Calusco d’Adda hanno dato esecuzione alla misura cautelare dell’applicazione provvisoria della misura di sicurezza della casa di cura e custodia nei confronti di un 57enne bergamasco.

Minacce e maltrattamenti si sono verificati a Solza ed andavano avanti oramai da anni, dal 2016 in particolare secondo la contestazione della Procura della Repubblica di Bergamo a firma del pubblico ministero Gianluigi Dettori.

Il provvedimento, eseguito dai militari dell’Arma che hanno condotto le indagini, parla di insulti, minacce, percosse, appostamenti sul luogo di lavoro ed anche di vari tentativi di suicidio dell’uomo posti in essere per far sentire in colpa la donna e farla recedere dalla separazione, posti in essere per anni nei confronti dell’ex moglie ed anche del loro figlio minorenne.

La donna non si era mai rivolta alle forze dell’ordine né ai sanitari ma era continuamente vessata dal marito, e l’evento che ha portato alla prima denuncia sporta dalla donna è avvenuto lo scorso 31 gennaio quando il coniuge ha tentato il suicidio nella loro casa alla presenza del figlio minore. Un gesto susseguente alla richiesta formale di separazione ed all’allontanamento volontario della moglie che era andata a vivere nell’abitazione di un parente.

Il coniuge ha acuito le sue condotte fatte di minacce e di insulti, con pedinamenti nei confronti della moglie che veniva continuamente controllata. Più volte si è presentato sul posto di lavoro importunando la stessa durante l’orario lavorativo, e minacciandola sui social network di pubblicare un video che li ritraeva in momenti intimi.

Questi fatti denunciati nel tempo ai Carabinieri di Calusco d’Adda hanno consentito alla Magistratura di richiedere la misura cautelare coercitiva del collocamento presso la casa di cura e custodia del REMS di Castiglione delle Stiviere, in provincia di Mantova.

Martedì mattina, quindi, l’epilogo e la fine dell’incubo per la donna e per suo figlio con l’esecuzione del provvedimento cautelare personale da parte dei militari dell’Arma emesso dal Gip del Tribunale di Bergamo, Lucia Graziosi, che parla di “comportamento violento ed aggressivo”.

L’uomo difatti, allontanatosi da circa un mese dalla residenza, aveva fatto perdere le proprie tracce alla moglie, ma veniva rintracciato dai carabinieri di Calusco in un albergo sito in centro a Bergamo dove veniva arrestato e condotto presso la casa di cura del mantovano. Nei prossimi giorni sarà interrogato dal GIP del Tribunale orobico.

“Purtroppo, l’ennesimo caso di violenza domestica verificatosi nell’Isola Bergamasca dalle potenziali conseguenze più gravi – scrivono i Carabinieri -. Ancora una volta, è fondamentale ribadire l’importanza di denunciare sempre qualsiasi episodio di violenza, soprattutto quando lo stesso deriva da dinamiche familiari od in generale da contesti relazionali. Attivare immediatamente i Carabinieri e, conseguentemente, gli strumenti giudiziari a disposizione della Magistratura. È difatti un elemento imprescindibile per contrastare qualsivoglia forma criminosa potenzialmente degenerabile anche in rischiose conseguenze per l’incolumità delle vittime. Nei casi di emergenza, il numero di pronto intervento “112” rappresenta nello specifico una prima importante risposta a queste condizioni di pericolo”.

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